Un anno di tassi di cambio

Molte crisi locali, ma sotto controllo.

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Cambio Dollaro Mercati emergenti I numeri della settimana

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La fine dell’anno è un’occasione per fare il punto dell’evoluzione delle diverse valute verso l’euro nel corso del 2018. Il grafico che segue fornisce una visione sintetica delle principali dinamiche registrate quest’anno; in esso sono elencate le valute il cui tasso di cambio ha registrato significativi deprezzamenti o apprezzamenti verso l’euro. Per ciascuna valuta sono riportate:

  • la percentuale di deprezzamento/apprezzamento a fine anno rispetto ai valori di inizio 2018;
  • la percentuale di deprezzamento/apprezzamento massima registrata nel corso dell’anno e i valori puntuali del tasso di cambio verso l’euro nelle corrispondenti date.
Sintesi dei tassi di cambio verso l'euro


La valuta che maggiormente si è deprezzata nel corso del 2018 è il Bolivar Soberano del Venezuela che, a fine anno, accusa un deprezzamento superiore ad un milione %. Solo nell’ultima settimana il Bolivar si è deprezzato del 26%, attestando l’insuccesso di tutte le politiche del governo volte a rafforzare il cambio, contenere l’aumento dei prezzi e ripristinare condizioni minime di stabilità.

Se si esclude la situazione del tutto anomala del Bolivar, la valuta più debole nel corso dell’anno è stato il Peso argentino, con un deprezzamento in 12 mesi prossimo al 100%, ma in grado negli ultimi 3 mesi di recuperare parte del valore perso, passando dai 47.8 peso per euro del 1 ottobre, ai 43.8 della quotazione del 28 dicembre.

A fine anno, molto più contenuto risulta il deprezzamento della Lira turca, inferiore al 40%, anche in questo caso con un notevole recupero rispetto alle 7.87 lire per euro, valore di massimo deprezzamento accusato in agosto.

La capacità di recupero delle valute, dopo periodi di forti deprezzamento, è il fattore che accomuna, oltre al Peso argentino e alla Lira turca, anche il Real brasiliano, il Rand sudafricano, la Rupia indiana e la Rupia indonesiana. La fase del loro rafforzamento trova ragione in diversi fattori:

  • cambiamento delle aspettative, indotte da fatti politici: elezione di Bolsonaro in Brasile;
  • azioni di governo finalizzate a contenere l’inflazione: in Argentina, in Sud Africa, in Turchia e in Indonesia;
  • interventi del Fondo Monetario: Argentina e ipotesi di intervento in Turchia;
  • diminuzione del prezzo del petrolio, con effetti positivi sulla rupia indiana e sulla rupia indonesiana.

Un processo di deprezzamento continuo, ma controllato, ha caratterizzato il Dinaro tunisino (si veda l'articolo), il Peso cileno e la Rupia pakistana, anche grazie al previsto intervento del Fondo Monetario Internazionale.

Complessivamente le autorità di politica monetaria nazionali e internazionali sono riuscite ad evitare un effetto contagio.

Dal lato opposto, il 2018 ha registrato un apprezzamento del dollaro verso l’euro, sostenuto dalla maggior crescita degli Stati Uniti e da più elevati tassi di interesse e delle due valute rifugio per antonomasia (il Franco svizzero e lo Yen giapponese), a conferma del progressivo aumento del grado di incertezza nel corso del 2018.