Segnali di incertezza dai mercati valutari

In primo piano i beni rifugio: oro, Franco svizzero e Yen

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Cambio Dollaro Franco svizzero I numeri della settimana

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Il nuovo anno si apre all’insegna dell’incertezza e della corsa ai beni rifugio. Come avevamo raccontato la scorsa settimana, le valute che, oltre al dollaro, si sono maggiormente rafforzate nel corso del 2018, sono state il Franco svizzero e lo Yen giapponese. Ciò, unito agli acquisti di riserve d’oro portati avanti dalle banche centrali negli ultimi mesi, testimonia la presenza di incertezza sui mercati all’inizio del 2019.

Il recente aumento nella domanda d’oro è segnalato anche dall’andamento del prezzo: in salita da metà novembre, ha raggiunto nella giornata di giovedì i 1290 dollari l’oncia.

Prezzo dell’oro (gennaio 2017-gennaio 2019)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati gold.org.
Prezzo oro 2017-2019

Secondo i dati gold.org, i paesi che hanno maggiormente incrementato le loro riserve d’oro tra il I e il III trimestre 2018 sono stati la Russia, la Polonia, l’India e la Turchia; allargando lo sguardo al IV trimestre emerge anche il ruolo dell’Ungheria, che ha decuplicato le sue riserve auree da 3.1 a 31.5 tonnellate.

Questa corsa all’oro potrebbe essere interpretata come mezzo di tutela rispetto alla possibilità di un deprezzamento del dollaro nel corso del 2019, previsto da numerose banche d’affari. L’oro alimenta infatti, insieme al dollaro, lo stock di riserve delle banche centrali, ma diversamente dal dollaro è meno influenzato dal ciclo economico degli Stati Uniti.

Rafforzamento del Franco svizzero e, soprattutto, dello Yen giapponese

Da metà novembre, in concomitanza con l’aumento del prezzo dell’oro, è iniziata anche una fase di rafforzamento del Franco svizzero. La valuta elvetica ha guadagnato, in termini di cambio effettivo, più del 2% da metà novembre e quasi il 6% nell’ultimo anno.
Anche questa dinamica segnala quindi la volontà degli investitori di rifugiarsi in porti sicuri in una fase di incertezza. L’apprezzamento del Franco risulta comunque marginale rispetto a quanto registrato negli ultimi giorni per lo Yen.

Il rafforzamento della valuta giapponese ha avuto inizio a metà dicembre, portando lo Yen a distaccarsi notevolmente dalla media del 2018. All’inizio del nuovo anno si è verificata un’accelerazione di questa tendenza, che ha portato ad un apprezzamento prossimo al 2% in termini effettivi, nei primi giorni di gennaio. Come si può notare dal balzo nel grafico che segue, la valuta si trova attualmente ai massimi degli ultimi 2 anni.

Tasso di cambio effettivo Yen giapponese

Timori di rallentamento nel 2019

L’apprezzamento dello Yen, classica valuta rifugio, è sì da interpretarsi come fenomeno finanziario, ma non si può prescindere dal considerare la sua valenza simbolica, in quanto campanello dall’allarme per un 2019 che potrebbe aprirsi all’insegna dell’instabilità.
Le grandi banche d’investimento prevedono infatti, per l’anno in corso, un rallentamento della crescita per le maggiori economie. Segnali in questa direzione sono stati dati negli ultimi giorni da Apple: il 2 gennaio il CEO ha comunicato che, nel primo trimestre dell’anno fiscale 2019, i ricavi sono stati, secondo le prime stime, inferiori alle attese, in particolare sul mercato cinese. Fattori influenti sono stati la guerra commerciale, il rallentamento della crescita cinese e anche il generale clima di incertezza che, dai mercati finanziari, sembra essersi trasmesso anche sulla platea dei consumatori.
La notizia ha causato, l’indomani, il crollo del titolo Apple e una generale tensione sulle borse.

Una conseguenza è stata lo spostamento degli investitori su beni rifugio come lo Yen, facendone aumentare la domanda e quindi il prezzo. Se questo trend non si rivelasse passeggero, la Bank of Japan si dovrà confrontare con la possibilità di un eccessivo apprezzamento, che potrebbe danneggiare l’export e creare le basi per una deflazione dei prezzi.


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