Prove di liberismo in Romania

Le autorità monetarie lasciano fluttuare liberamente il cambio del Leu, ma sotto stretto controllo.

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Le ultime due settimane sono state caratterizzata dall’improvviso deprezzamento del Leu rumeno: il suo cambio verso l’euro è passato, nell’arco di 15 giorni, da 4.66 a 4.77. L’elemento caratterizzante questo processo non è tanto l’intensità del deprezzamento (di poco superiore al 2%), ma la rottura rispetto alla storia dell’ultimo anno, come emerge chiaramente da grafico qui riportato.

Tasso di cambio Leu rumeno vero l'euro

La Romania è, all'interno dell'UE, una tra le economie con i maggiori tassi di crescita. Nell’ultimo quinquennio l’attività economica del paese è aumentata a tassi superiori al 4% annuo, sostenendo la crescita del reddito disponibile.
In questa situazione le importazioni sono aumentate più delle esportazioni, portando ad un disavanzo delle partite correnti. Nei primi 11 mesi del 2018, esso si è avvicinato ai 9 miliardi di euro1. Particolarmente elevate sono state le importazioni di fine anno acquistate a credito, creando le premesse di una significativa domanda di euro contro Leu, necessari per pagare ora le relative fatture.

Al deficit verso l’estero, negli ultimi anni si è aggiunto anche un disavanzo di bilancio pubblico.
Il suo peggioramento e la prospettiva che nel 2019 esso superi il 3% del PIL (derogando al Patto di Stabilità e crescita dell’UE) ha portato il ministro delle finanze del paese ad annunciare, il 18 dicembre 2018, un aumento a breve delle imposte sui redditi d’impresa.
Il 21 dicembre, il governo è passato dai propositi ai fatti. I settori maggiormente colpiti da questa manovra sono le compagnie energetiche e di telecomunicazioni, le banche, i fondi pensionistici obbligatori privati. Contestualmente, per anticipare possibili proteste, il governo ha dichiarato che le maggiori entrate saranno destinate a progetti di tipo infrastrutturale e sociale.

La reazione dei mercati alla manovra del governo è stata negativa. Il 19 dicembre, subito dopo l’annuncio delle nuove imposte, la borsa ha subito un crollo. Dalla borsa, le tensioni sono passate ai mercati valutari, portando il Leu ad accusare, dal 7 gennaio, un progressivo deprezzamento.

Per ora la banca centrale non è intervenuta per frenare il deprezzamento, perché ritenuto di entità modesta (inferiore al 3%). Inoltre, la banca ritiene che non sia frutto di speculazione ma di un fisiologico squilibrio tra domanda e offerta sul mercato valutario. Potrebbe intervenire qualora il deprezzamento toccasse la soglia del 4-5%. Le riserve valutarie, pari a circa 35 miliardi di dollari, non sono molto elevate, ma sembrano sufficienti a scoraggiare eventuali attacchi speculativi. E’ probabile quindi che il cambio del Leu verso l’euro si assesti su un intervalllo compreso tra 4.75 e 4.80, come è avvenuto negli ultimi due giorni.


Note:
1. Si rimanda al comunicato della Banca Naţională a României.


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