Confronto tra l’export italiano e quello distrettuale

L’aggregazione delle imprese in distretti industriali permette ancora di ottenere dei risultati sull’export migliori rispetto alla media nazionale.

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Export territoriale Made in Italy Analisi Mercati Esteri

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Nei giorni scorsi, l’ISTAT ha pubblicato i risultati sulle esportazioni del quarto trimestre 2018 delle province italiane: a livello complessivo, le esportazioni hanno registrato un aumento del 3.3% annuo, accusando un rallentamento rispetto all’andamento del 2017. Come è frequentemente accaduto, la dinamica nazionale è derivata dai risultati di performance molto dissimili fra i diversi settori e territori. Tra i risultati maggiormente positivi, spiccano le tre realtà distrettuali che saranno brevemente descritte in questo articolo: la "Pelletteria di Firenze", i "Vini delle Langhe" (Cuneo) e le "Calzature del Brenta" (Venezia).

La pelletteria di Firenze

Il distretto della pelletteria di Firenze rappresenta una punta di diamante della produzione conciaria italiana. Esso è formato sia da imprese con marchio proprio che da imprese terziste dei principali marchi di moda mondiali, alle quali si affiancano botteghe artigiane con elevate competenze specialistiche. Un ruolo importante per mantenere elevato il livello di competenze del distretto è svolto dall’Alta Scuola di Pelletteria Italiana. Questa, istituita nel 2005 nel territorio fiorentino, ha salvaguardato e tutelato l’arte conciaria, che si perfeziona di anno in anno, e ha reso possibile la crescita stabile di tutto il comparto fiorentino.

Esportazioni pelli Firenze
Fonte: ExportPedia

Il distretto della pelletteria di Firenze, con un valore di export trimestrale che ha raggiunto gli 800 milioni di euro, si è avvicinato nel totale del 2018 ai 3 miliardi di euro, con un incremento annuo del 13.6%. Questo risultato si inserisce in un consolidato trend di intensificazione dell’export, che ha visto dal 2008 una crescita media annua pari al 9%. Con questi numeri, il distretto toscano si colloca tra i migliori in Italia a livello di performance del sistema moda, confermando la sua leadership settoriale.
Il principale mercato di esportazione del distretto è la Svizzera, che viene anche utilizzata come polo logistico da alcune aziende. Importante è anche il contributo derivante dal turismo, come risulta dai molti turisti francesi e statunitensi in visita nel capoluogo toscano che ne apprezzano l'arte e i prodotti.

I vini delle Langhe

La zona delle Langhe si estende tra le province di Cuneo e Asti, con una predominanza dei comuni cuneesi. Si parla di un territorio che abbonda di molte eccellenze enogastronomiche, conosciute e ricercate in tutto il mondo. Nelle colline ricche di vigneti antichissimi si producono svariate qualità di vini, spaziando dai più rinomati Barbera o Nebbiolo ai meno noti Arneis o Moscato.

Esportazioni vini Cuneo
Fonte: ExportPedia

Il distretto dei “Vini delle Langhe, Roero e Monferrato” rappresenta un polo di assoluta eccellenza del comparto agroalimentare italiano. Nel 2018, le esportazioni di vino della provincia di Cuneo hanno registrato un incremento del +14.8%, raggiungendo a fine anno un valore trimestrale prossimo a 280 milioni di euro. Anche in questo caso, i risultati più recenti si inseriscono lungo un trend decennale di elevata crescita.
Gli investimenti in comunicazione e promozione attuati dagli organi istituzionali e dalle imprese del distretto hanno sostenuto questi risultati. Un significativo sostegno all’export di questi vini è stato trasmesso dal riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli delle colline delle Langhe come Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2014, a cui si aggiungono le tante operazioni di esposizione visiva e mediatica internazionale, tra cui, ad esempio, l’arrivo di una delle ultime tappe del Giro d’Italia lo scorso anno.
Le nazioni che maggiormente importano i vini di Cuneo sono Germania, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Le calzature del Brenta


Esportazioni calzature Venezia
Fonte: ExportPedia

In Veneto, tra le province di Venezia e Padova, sorge il distretto delle calzature del Brenta, formato da più di 500 imprese e 10mila addetti e la cui produzione è per il 91% legata all’export. Non sorprende, quindi, che questo distretto risulti come uno dei migliori tra le esportazioni di calzature all’estero. In particolare, i calzaturifici delle provincia di Venezia, nel 2018, hanno registrato un incremento del +12.8% rispetto ai risultati ottenuti nel 2017. Anche in questo caso, è l’apprezzato Made in Italy ad offrire un grosso impulso al distretto, che negli ultimi anni ha raggiunto importanti accordi commerciali con dei famosi brand della moda francesi, ai quali sono indirizzati molte calzature poi rivendute in tutto il mondo. La varietà di imprese ivi presenti, alcune più automatizzate e altre meno - che realizzano prodotti rifiniti a mano - permette al distretto di poter coprire ampie fasce di prezzo e giungere, così, in molti più Paesi esteri.
I risultati del 2018 della parte veneziana del distretto si inseriscono lungo un trend di crescita iniziato nel 2010, che ha portato le esportazioni trimestrali a raggiungere i 140 milioni di euro.


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