Come la Germania ha conquistato la Cina

Perché, tra i paesi europei, la Germania è al primo posto tra gli esportatori di beni in Cina?

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La Germania rappresenta il primo partner commerciale europeo della Cina: circa il 44% delle esportazioni totali europee verso il “Paese del dragone” sono infatti tedesche, facendo della Germania il primo player europeo sul mercato cinese.
Nel 2018 la Germania ha esportato beni in Cina per un valore complessivo di 95 miliardi di euro, precedendo Francia (21 miliardi), Regno Unito (23 miliardi), Italia (13 miliardi) e Olanda (10 miliardi). Come mostra il grafico che segue, la quota di mercato cinese detenuta dalle imprese tedesche è di gran lunga superiore ai principali partner europei, e si attesta intorno al 5%, manifestando un trend di crescita.

Quota di mercato cinese detenuta

Quota di mercato cinese detenuta
Fonte: ExportPlanning.com

Da un’analisi delle macro-industry maggiormente esportate dal player tedesco, risulta chiaro come la Cina importi quei prodotti alla base della specializzazione produttiva tedesca. Il 70% delle importazioni cinesi dalla Germania appartengono, infatti, a quattro macro-settori: Automotive, Meccanica strumentale, Elettrotecnica e elettronica e Farmaceutica.

Distribuzione delle importazioni cinesi dalla Germania

Distribuzione delle importazioni cinesi dallla Germania
Fonte: ExportPlanning.com

Ma quali sono i fattori alla base del successo tedesco sul mercato cinese?

L’esplosione dell’attività di esportazione di Berlino verso il territorio asiatico avviene agli inizi degli anni 2000, sostenuta da una classe politica che aveva visto nella Cina un mercato di destinazione dell’export ad elevato potenziale. I pesanti costi della riunificazione territoriale e la spinta verso un aumento della competitività della propria struttura industriale ha portato la Germania a puntare fortemente sulla propria attività di export.
Alle porte dell’unificazione monetaria europea, per la classe dirigente tedesca la Cina rappresentava, perciò, un mercato altamente strategico.
L’animazione riportata ripercorre l’evoluzione storica delle esportazioni tedesche sul mercato cinese, permettendo analisi dettagliate per tipologie di industry.


Agli inizi del secolo la penetrazione nel mercato cinese avviene attraverso l’export di meccanica strumentale e autoveicoli, che grazie ad un sapiente marketing internazionale si affermano sul mercato come prodotti di comprovata qualità.
Con l’intensificarsi degli scambi commerciali, tra le due economie emerge una crescente integrazione delle rispettive catene del valore, facendo crescere il peso sul totale delle esportazioni della componentistica e dei beni intermedi. Negli ultimi anni, inoltre, ha assunto sempre più rilevanza l’export tedesco di prodotti farmaceutici.

L’analisi sembra suggerisce che la crescita dell’export tedesco sul mercato cinese sia sostenuto da due importanti driver: da un lato un fattore domanda, dall’altro un fattore sviluppo. Grazie alla forte differenziazione dei propri prodotti, le imprese tedesche hanno potuto beneficiare di un mercato di destinazione dell’export in forte crescita: la crescente industrializzazione del mercato cinese e l’emergere di una nuova classe media hanno, infatti, sostenuto la domanda di prodotti made in Germany. Inoltre, la crescente integrazione delle due strutture produttive all’interno delle rispettive catene del valore ha dato luogo ad investimenti strategici dedicati che si sono spesso tradotti in joint-venture non solo di carattere produttivo ma anche per finalità di ricerca e sviluppo.
Da un lato il presidio del mercato ha incentivato il consumo cinese di beni tedeschi, dall’altro una visione strategica comune riguardo ai comparti industriali a più elevato potenziale ha dato luogo ad una forte sinergia tra le due economie.

Tuttavia, la crescente sinergia ha comportato una maggiore consapevolezza da parte delle imprese e della classe dirigente tedesca dei pericoli dell’industria cinese, in particolar modo in riferimento alla disciplina del furto di proprietà intellettuale e al pericolo che la Cina possa diventare tra qualche anno una minaccia per l’industria locale. L'associazione industriale, in particolare, si sta sempre più esprimendo a favore di un’Europa compattata che possa sedere al tavolo delle contrattazioni con la Cina (si veda questo documento dell'Associazione Industriali tedesca).


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