Rublo russo: sanzioni e risk appetite

Dall’inizio del 2019 la Russia torna ad attirare capitali stranieri

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Tra le valute che negli ultimi mesi si sono mostrate maggiormente dinamiche troviamo il Rublo russo. Da inizio 2019 il Rublo ha seguito un trend di apprezzamento e ad oggi è sostanzialmente tornato sui livelli antecedenti al crollo avvenuto la primavera dello scorso anno, causato dalle sanzioni USA che hanno colpito il settore energetico, core delle esportazioni nazionali.
Nel complesso da inizio 2019 il Rublo si è rafforzato di più del 9% in termini effettivi, come si nota dal grafico di seguito.

tasso di cambio effettivo rublo russo

Secondo gli analisti, le principali ragioni dietro questo apprezzamento possono essere essenzialmente ricondotte a due fattori:

  • il recente afflusso di investimenti di portafoglio nel mercato nazionale dei titoli di stato;
  • il rilassamento delle tensioni relative al tema delle sanzioni.

Gli investitori stranieri tornano sul mercato russo

Il grafico che segue mostra la dinamica del mercato degli OFZ (bond governativi russi emessi in valuta nazionale) e la relativa quota di investitori stranieri sul mercato. Come si può notare, dopo un crollo della presenza di investitori stranieri nel corso del 2018, in concomitanza con l’imposizione delle sanzioni USA sulla Russia, dall’inizio del 2019 la loro quota è tornata a salire.
Secondo le dichiarazioni del ministro delle finanze russo, le ultime due aste di OFZ si sono rivelate un successo, riuscendo a collocare titoli per quasi 2 miliardi di euro.

Mercato OFZ: dimensioni e quota di investitori stranieri
(gennaio 2016-marzo 2019)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati Central Bank of Russia.
Mercato OFZ: dimensioni e quota di investitori stranieri

Il ritorno degli investitori sul mercato russo è quindi tra le principali ragioni dell’apprezzamento della valuta. A guidare tali scelte di investimento hanno certamente contribuito le buone condizioni di cui gode l’economia, nonché gli elevati tassi di interesse offerti dai titoli russi rispetto alla media attuale: dal dicembre 2018 il tasso d’interesse di riferimento in Russia è pari al 7.75%, con un’inflazione al momento prossima al 5%. Si tratta di un rendimento significativo, soprattutto in un contesto in cui le due principali banche centrali del mondo, BCE e FED, non sembrano voler procedere ad un rialzo dei tassi nel breve periodo. Consegue naturalmente come i titoli di un paese emergente relativamente stabile come la Russia possano risultare una possibilità di investimento interessante.

Sanzioni USA: isolati segnali di distensione

Oltre al tema del rinnovato appetito per il rischio, ulteriore elemento da considerare nel determinare il sentiment degli investitori è l’alleggerimento delle tensioni relativi alla questione delle sanzioni.
A gennaio sono infatti giunti segnali di distensione da Washington, con la rimozione di alcune delle sanzioni più pesanti che erano state imposte lo scorso anno: quelle su Rusal, uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio. Questo mese è stato siglato il primo accordo dalla rimozione delle sanzioni tra Rusal e un’azienda americana, per la costruzione di uno stabilimento in Kentucky.
Ciononostante, a metà marzo ha avuto luogo un’azione coordinata di USA, UE e Canada per l’imposizione di nuove sanzioni sulla Russia, volte a punire le aggressioni in Ucraina. La situazione continua quindi ad essere caratterizzata da profonda incertezza, fattore che continuerà a pesare sul Rublo nei mesi a venire, insieme all’attitudine degli investitori verso il rischio.


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