Alcune news favorevoli non bastano a risollevare il dollaro

Il recupero del dollaro è limitato dalle attese di un prossimo rallentamento dell’economia americana

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Dollaro Mercati emergenti Euro I numeri della settimana

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Questa settimana sono proseguite le dinamiche che avevano già caratterizzato il mese di giugno. A fronte di attese di una prossima riduzione dei tassi di interesse americani, è continuato infatti l’apprezzamento verso il dollaro delle valute di quasi tutti paesi in via di sviluppo. Nell’ultimo mese si sono apprezzate verso il dollaro il Rand sudafricano (4%), la Lira turca (2%) (2%), il Peso messicano (3%), il Rublo russo (3%), il Real brasiliano (2%), il Baht Thailandese (2%) e la Rupia indiana (+1%). Anche il Peso argentino si è apprezzato significativamente verso il dollaro (+6%), creando le condizioni per un un contributo significativo del cambio al contenimento dell’inflazione del paese.
L'apprezzamento delle valute delle economie emergenti ha trovato inoltre sostegno nel risultato del G20 di Osaka che ha registrato l’avvio di una fase di tregua nella guerra commerciale tra Cina e Usa.

Per quanto riguarda i rapporti di cambio con le altre valute, il dollaro ha registrato una relativa stabilità verso quasi tutte le principali valute dei paesi sviluppati.
Da segnalare il lento ma progressivo deprezzamento della Sterlina, che si sta avvicinando ai valori massimi accusati all’indomani del referendum sulla Brexit.

Nell’insieme il dollaro nel corso dell’ultimo mese si è deprezzato, in termini di cambio effettivo, del 1.2%.

tasso di cambio effettivo del dollaro

A fine settimana, due notizie hanno movimentato il mercati dei cambi: la prima riguarda il numero di posti di lavoro creati dall’economia americana; la seconda gli ordini all'industria tedesca.

Nel mese di giugno l’economia americana ha creato oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, riducendo la probabilità di un netto rallentamento a breve dell’economia americana e, soprattutto, rendendo meno certa una riduzione a breve dei tassi di interesse americani. Se si allontana la prospettiva di una riduzione dei tassi di interesse, viene meno la forza registrata nell’ultimo mese dai cambi dei paesi emergenti.
In Germania, dopo lo stop della produzione industriale di aprile, a maggio gli ordini all’industria hanno accusato una flessione tendenziale dell’8,6%, in peggioramento rispetta alle già negative aspettative. L’epicentro della crisi è l’industria automobilistica, ma la frenata si sta allargando ad altri settori. Le prospettive di un rimbalzo dell’economia europea a breve si riducono, riflettendosi in un indebolimento dell’euro.
Entrambe le notizie sono andate nella direzione di rafforzare il dollaro.

Nonostante queste notizie e la tregua nella guerra commerciale con la Cina, il dollaro, questa settimana, non si è, tuttavia, apprezzato, segnalando quanto estese sono le attese di un prossimo rallentamento dell’economia americana.