La debolezza delle valute dell’Europa orientale

Zloty polacco e fiorino ungherese, tra populismo e deprezzamento

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Zloty polacco e fiorino ungherese sono state recentemente interessate da dinamiche di indebolimento. Come si nota dal grafico riportato di seguito, nella prima metà del 2019 lo zloty ha vissuto una fase di relativa stabilità rispetto all’euro, per poi rafforzarsi nei primi due mesi dell’estate. Il trend della valuta polacca si è invertito tra la fine di luglio e l’inizio di agosto: in questo periodo si registra un indebolimento superiore al 3% rispetto alla moneta unica. È da fine settembre che lo zloty sembra aver imboccato una parziale ripresa (+1.8%).

tasso di cambio zloty polacco verso euro

Meno altalenante la dinamica della valuta ungherese: dalla primavera di quest’anno il fiorino sta vivendo una fase quasi ininterrotta di indebolimento, che l’ha portato a perdere quasi il 6% del suo valore rispetto alla moneta unica.

tasso di cambio fiorino ungherese verso euro

Quali fattori alla base dei due indebolimenti?
Guardando ai dati sulla crescita economica di Polonia e Ungheria, non emergerebbero segnali di difficoltà, contrariamente al clima che si respira nelle maggiori economie dell’Eurozona: nei primi due trimestri del 2019, l’economia polacca è cresciuta a tassi superiori al 4% rispetto ai corrispondenti periodi dell’anno precedente; si supera il 5% nel caso dell’Ungheria.
L’opinione prevalente addita come responsabile dell’indebolimento delle due valute il rallentamento del settore manifatturiero della vicina Eurozona: è chiaro come in un contesto di tensioni diffuse, causa debolezza economica e guerra commerciale, gli investitori preferiscano spostarsi sui safe-haven assets (primo fra tutti il dollaro), a discapito delle valute relativamente più rischiose.

Il rallentamento del settore manifatturiero dell’Eurozona è confermato dal relativo indice PMI (Purchasing Managers’ Index) che, come si nota dal grafico di seguito, è in discesa dall’inizio del 2018. Il valore toccato a settembre è il più basso degli ultimi 7 anni.

pmi eu

I timori del settore bancario penalizzano lo zloty

Per quanto riguarda lo zloty polacco, ulteriore motivo di debolezza è stato il recente riemergere di una questione di vecchia data, ovvero quella dei mutui denominati in franchi svizzeri, che ha causato una generalizzata incertezza.
Nei primi anni 2000 in Polonia (e diversi paesi dell’Europa Orientale) molti cittadini hanno contratto mutui in franchi svizzeri, attirati da tassi d’interesse inferiori rispetto a quelli nazionali. Con la crisi del 2009 lo zloty ha subito un tracollo, mentre il franco, quale valuta rifugio, si è rafforzato molto. Di conseguenza, i prestiti sono diventati molto più costosi.

Tasso di cambio zloty polacco e franco svizzero verso l’euro (2000-2019)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati ExportPlanning.
Tasso di cambio zloty polacco e franco svizzero verso l’euro

Molte banche polacche sono state citate in giudizio, con l’accusa di non aver fornito sufficienti informazioni sul rischio legato a questi mutui. Date le decisioni non omogenee dei tribunali sui vari casi, lo scorso 3 ottobre si è pronunciata la European Court of Justice, che ha dichiarato legittimo per i consumatori polacchi chiedere la conversione del loro debito in zloty, ad un tasso più favorevole rispetto a quello attuale. Se molti consumatori faranno richiesta, ciò potrebbe costituire un duro colpo per il sistema bancario del paese, e conseguentemente impattare sullo zloty.

La banca centrale ungherese non contrasta il deprezzamento del fiorino

Per quanto riguarda invece la valuta ungherese, nonostante l’indebolimento in corso ormai da diversi mesi la banca centrale del paese (Magyar Nemzeti Bank, MNB) non sembra intenzionata ad intervenire a sostegno della valuta. Nell’ultimo monetary policy meeting, tenutosi il 24 settembre, la MNB ha infatti deciso di lasciare i tassi di riferimento invariati, dato che per il momento l’indebolimento del fiorino non sta compromettendo la stabilità dei prezzi: l’inflazione è risultata a settembre pari al 2.8%, all’interno del margine di fluttuazione fissato dalla banca centrale.
Risulta evidente come un fiorino più debole possa essere visto come elemento di opportunità in termini di accresciuta competitività commerciale.

Elezioni alle porte per Polonia e Ungheria

La recente dinamica delle due valute potrebbe infine essere in minima parte influenzata dal fattore incertezza in relazione alle imminenti elezioni: questa domenica, infatti, si terranno le elezioni parlamentari in Polonia e le elezioni locali in Ungheria. Ciononostante, l’incertezza su questo fronte risulta minima, poiché i due partiti populisti e conservatori al potere - Law & Justice (PiS) in Polonia e Fidesz in Ungheria - sono dati ampiamente per favoriti.