Tariffe Airbus e le potenzialità per il vino italiano in USA

L’importanza dell’elasticità della domanda americana di vino

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L’introduzione da parte dell’amministrazione americane delle tariffe sui prodotti di esportazione europea è l’occasione per fare il punto su un tema complesso ma fortemente interessante per la definizione della strategia di pricing sui mercati esteri: l’elasticità della domanda al prezzo.
Come anticipato nell’articolo Nuovi dazi americani ed equilibri competitivi in ambito UE, le azioni tariffarie americane colpiscono i partner europei in modo fortemente differenziato.
Un caso particolarmente interessante è il trattamento riservato alle esportazioni europee di vino fermo. In particolare, l’export di vino fermo di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito è stato colpito quasi interamente. Al contrario, le esportazioni di vino fermo di paesi europei non inclusi nel consorzio Airbus è completamente esente da tariffe. Tra questi, spicca il caso dell’Italia, che in termini di valori costituisce, insieme alla Francia, il principale partner commerciale del segmento per il mercato americano.

Tariffe Airbus sul vino
Fonte: ExportPlanning

L’aliquota tariffaria del 25% introdotta, nell'ipotesi di un completo pass-through, comporta un aumento dei prezzi delle importazioni di vino fermo provenienti dai paesi europei colpiti. Questo potrebbe avvantaggiare altri paesi produttori di vino, in particolar modo l’Italia grazie alla sua posizione sul mercato. Sulla base di ciò, diversi commentatori hanno evidenziato non poche opportunità per le esportazioni di vino fermo italiano, sottese all’introduzione delle tariffe Airbus.

Secondo la teoria economica, tale ragionamento trova conferma qualora la domanda americana di vino fermo risulti elastica al prezzo, quando cioè a fronte di una variazione del prezzo finale, la quantità domandata del bene subisce una contrazione a favore di beni sostituti. Non necessariamente, tuttavia, a fronte di una variazione di prezzo si registra una contrazione della quantità domandata. Quando infatti la quantità domandata risulta poco influenzata dal prezzo si parla di domanda inelastica. Ad esempio nel caso di beni altamente differenziati l'elasticità della domanda al prezzo è vicina a 0. In questo caso, pur a fronte di una variazione di prezzo, il consumatore finale decide di acquistare ugualmente il bene, in virtù delle caratteristiche che lo differenziano dall’offerta dei competitor. Qualora perciò la domanda americana di vino fermo sia anelastica, non necessariamente gli altri partner commerciali del segmento come l’Italia potrebbero beneficiarne in modo evidente.

Grazie alla ricchezza dei dati di commercio estero della sezione Analytics di ExportPlanning, abbiamo condotto un’analisi econometrica attraverso un modello panel data[1] allo scopo di stimare l’elasticità delle importazioni di vino americane. Per completezza di analisi, la stima dell’elasticità è stata condotta sia per il caso del vino spumante sia per il caso del vino fermo.

Elasticità importazioni USA di vino spumante dall’UE

Il primo modello di analisi ha preso in considerazione le importazioni Usa di vino spumante. In questo caso l’elasticità della domanda americana di vino spumante proveniente da paesi UE come Francia e Italia non risulta significativamente diversa da zero. Tale risultato è il segnale che la quantità domandata non tende a subire variazioni significative in funzione di variazioni di prezzo. Lo spumante europeo è quindi un bene altamente differenziato, per il quale il consumatore americano al momento dell’acquisto esprime una preferenza in funzione della qualità e non del prezzo praticato.

Elasticità importazioni USA di vino fermo dall’UE

Al contrario, nel caso del vino fermo, l’elasticità delle importazioni Usa tende ad essere significativamente vicina ad uno. In questo caso, il risultato segnala che la quantità di vino domandata tende a subire una variazione al variare del prezzo praticato. A differenza di quanto si evidenzia per il vino spumante, perciò, per questi prodotti sembra esserci un grado maggiore di sostituibilità e una maggiore concorrenza.

Conclusioni

Alla luce delle evidenze empiriche emerse, risulta assolutamente fondata l’ipotesi di un possibile guadagno di quote di mercato da parte del Belpaese e di altri paesi produttori di vino fermo non penalizzati dalle tariffe Airbus.


[1]
Il modello stimato è il seguente panel data: $$ { Q_{Pae} = \alpha_{Pae} + \beta1 * Q_{Wld} + \beta2 * \frac{P_{Pae}}{P_{Wld}} }$$ $${Q_{Pae}} $$ rappresenta la quantità importata dal Paese, $${Q_{Wld}}$$ la quantità importata dal mondo, e $$\frac{P_{Pae}}{P_{Wld}}$$ il prezzo relativo del Paese rispetto al prezzo totale. La costante coglie gli effetti fissi; tutti i dati sono espressi in logaritmo.

Prodotto Coefficiente di elasticità stimato
Vino Spumante -0.2*
Vino Fermo -0.8***
(*p<.05, **p<.01, ***p<.001)
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