Pre-consuntivo 2022: punto congiunturale sulla domanda mondiale di beni

Pur in uno scenario di rallentamento, il commercio mondiale chiude il 2022 meglio di quanto inizialmente ipotizzato

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La disponibilità delle pre-stime ExportPlanning relative al IV trimestre 2022 dei dati di commercio estero -accessibili attraverso il datamart Congiuntura Mondiale- permette di documentare la performance a "chiusura d'anno" del commercio mondiale di beni.
Il 2022 è infatti stato un anno ricco di avvenimenti critici, quali la guerra in Ucraina, la crisi energetica, l’aumento dei prezzi delle materie prime e le forti pressioni inflazionistiche. Tali fattori, che sembravano costituire una "tempesta perfetta", hanno portato i maggiori previsori a pronosticare un rallentamento piuottosto significativo del ritmo di crescita degli scambi, per un aumento complessivo prossimo al 3% in volume sull'anno precedente. Le informazioni a pre-consuntivo 2022 confermano tali aspettative?

In primo luogo, è importante leggere le informazioni disponibili a prezzi costanti, al fine di depurare i dati dalle variazioni nominali legate all’aumento dei prezzi e dell'evoluzione dei rapporto di cambio registrate in corso d’anno.
Il grafico che segue riporta le variazioni mensili degli scambi mondiali di manufatti in quantità, mettendo a confronto i dati raccolti e sistematizzati da ExportPlanning con quelli del Central Planning Bureau.

Fig.1 - Commercio mondiale in quantità
(dati CPB vs dati ExportPlanning, variazione tendenziale)

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning.

Dopo un 2021 in forte crescita, complice la ripresa economica intercorsa nel periodo post-pandemico, è evidente come anche i primi mesi del 2022 hanno mantenuto un ritmo di crescita relativamente in linea a quello che aveva caratterizzato anche la seconda parte del 2021. Il rallentamento appare più evidente soprattutto a partire dall'autunno del 2022: gli scambi mondiali sono infatti passati da una crescita in quantità prossima all'8%, a un aumento più timido del 3.5% nel quarto trimestre 2022 rispetto al corrispondente trimestre 2021.

A conferma di quanto appena detto, vi sono gli evidenti segnali ricavabili dal Purchasing Managers Index manifatturiero globale, indicatore “real-time” della prestazione economica, che sintetizza le prospettive in merito ai livelli di attività industriale, sulla base delle dichiarazioni di acquisto delle imprese. L'indicatore mostra segnali di rallentamento per tutte le principali economie a partire da settembre, con valori inferiori alla soglia di neutralità di 50.

Fig.2 - Purchasing Managers Index - Manifattura

Fonte: Pricepedia.

Pur in uno scenario di rallentamento, è tuttavia degno di nota il fatto che il commercio mondiale chiude il 2022 meglio di quanto inizialmente ipotizzato: le pre-stime ExportPlanning, basate su un campione congiunturale di paesi dichiaranti, testimoniano un aumento del 7% del commercio mondiale di manufatti in quantità rispetto allo scorso anno.

Come già accennato in precedenza, analizzando le informazioni in valore, l’inflazione e il deprezzamento dell’euro sono sicuramente aspetti di primo rilievo da tenere in considerazione. Nella figura seguente vengono riportate le variazioni tendenziali mensili in valori del commercio mondiale sia in euro che in dollari.

Fig.4 - Commercio mondiale in valori
(tassi di variazione tendenziali in euro e dollari)

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning.

Il grafico mostrato evidenzia in modo inequivocabile la profonda differenza fra le variazioni intercorse in euro e in dollari, nonostante rimanga comunque evidente il calo dell’ultimo trimestre. Questo gap è andato ad aumentare fin dai primi mesi del 2022, nei quali il dollaro ha attuato un rapido recupero sull’euro, fino a riportarsi in sostanziale parità da settembre. Ancora più evidenti risultano essere le differenze nelle variazioni mensili fra il grafico a prezzi correnti e quello a prezzi costanti: in media le seconde hanno valori dimezzati rispetto alle prime, a testimonianza che depurare l’effetto prezzo è determinante nella lettura corretta dei dati.

Conclusioni

Il 2022 è stato un anno di turbolenze che hanno avuto un forte impatto sul commercio mondiale. Nonostante vi sia stato un significativo rallentamento, soprattutto nella parte finale dell’anno, esso è stato nel complesso abbastanza contenuto, senza registrare mai valori negativi, al contrario delle aspettative maturate in corso d’anno. Sarà importante per tutti i paesi monitorare la situazione congiunturale al fine di cercare di limitare le difficoltà, anche attuando misure ad hoc contro il caro energia, materie prime e inflazione.