Gennaio 2026: gli ultimi dati sul commercio mondiale di beni

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La disponibilità nel Sistema Informativo ExportPlanning dei dati di commercio mondiale relativi a gennaio consente di aggiornare il quadro congiunturale sulle dinamiche più recenti degli scambi mondiali di beni, in un contesto internazionale caratterizzato da persistente incertezza e instabilità geopolitica. Nel contesto attuale, il monitoraggio mese per mese delle condizioni di domanda globale diventa infatti cruciale per cogliere tempestivamente segnali di rallentamento o inversioni di tendenza dei flussi commerciali e per supportare decisioni strategiche informate.

I segnali più recenti dai dati di commercio estero

In Fig. 1 viene riportata la serie delle variazioni tendenziali sui dati mensili relativi agli scambi mondiali di manufatti a prezzi costanti, ossia al netto delle oscillazioni dei prezzi e dei tassi di cambio. I dati, raccolti e sistematizzati da ExportPlanning, sono confrontati con quelli del Central Planning Bureau, istituto che elabora a sua volta informazioni sugli scambi internazionali di beni.

Fig.1 - Commercio mondiale a prezzi costanti
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: ExportPlanning

Entrambe le fonti permettono di documentare in modo robusto i medesimi andamenti della domanda mondiale di beni a prezzi costanti, cioè in quantità. In primo luogo, come raccontato a più riprese, il 2025 è stato un anno di sostanziale resilienza del commercio mondiale di beni. Pur a fronte di uno scenario internazionale segnato dalla rottura del sistema multilaterale imposta dalle tariffe USA, per lo scorso anno si è stimato una crescita complessiva dell’ordine del 5%.

Sebbene i dati relativi ai mesi da agosto a novembre avessero evidenziato alcuni segnali di rallentamento, i valori di dicembre e gennaio mostrano invece una relativa continuità rispetto al ritmo di sviluppo registrato durante l’intero 2025. Complessivamente si stima una crescita tendenziale del 4% in media su dicembre e gennaio. Questo andamento viene confermato in entrambe le serie di dati, a testimonianza della coerenza e solidità delle evidenze raccolte.

Tra resilienza e rischi

Se la sostanziale resilienza del commercio mondiale di beni in termini reali rappresenta un elemento positivo nel quadro congiunturale internazionale e confermato in fase di apertura del nuovo anno, un primo fattore di ombra emerge dall’analisi delle dinamiche degli scambi in valore, espresse in dollari ed euro. La svalutazione del dollaro, avviatasi già nel corso del 2024 e intensificatasi negli ultimi mesi del 2025, sta infatti determinando una significativa divergenza tra la dinamica del commercio mondiale misurata nelle due valute, influenzando sensibilmente la lettura delle performance nominali degli scambi internazionali.

Come evidenziato in Fig.2, la dinamica del commercio mondiale ha mantenuto un’intonazione positiva in termini nominali se misurata in dollari per l’intero periodo. La misurazione in euro, invece, mostra una performance notabilmente più debole, riflettendo gli effetti del rafforzamento della valuta europea nei confronti del dollaro. Nel complesso, se in dollari nel periodo dicembre-gennaio si stima una crescita del 5%, in euro riscontriamo una flessione del 6% nello stesso periodo. La dinamica del commercio mondiale misurata in euro si colloca stabilmente da diversi mesi in territorio negativo, evidenziando l’impatto dei movimenti valutari sulla lettura delle variazioni nominali.

Fig.2 - Commercio mondiale a prezzi correnti Euro vs Dollaro
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: ExportPlanning


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Guardando alla serie mensile delle fluttuazioni del cambio bilaterale, infatti, nel periodo gennaio-febbraio 2026, il cambio USD/EUR ha sperimentato uno dei suoi massimi momenti di deprezzamento, toccando il valore 1.17 a gennaio e 1.18 a febbraio. Si tratta di livelli che riflettono una svalutazione complessiva del dollaro nei confronti dell’euro superiore al 13% rispetto ai valori di inizio 2025.

Fig.3- Tasso di cambio Dollaro/Euro
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: PricePedia

Questo andamento da un lato conferma l’importanza di analizzare la congiuntura a prezzi costanti, in modo da depurare i dati dagli effetti dei movimenti valutari e dalle variazioni dei prezzi e ottenere una lettura più accurata delle tendenze reali del commercio mondiale. Dall’altro lato, la significativa divergenza tra valori in dollari ed euro segnala un contesto altamente selettivo per gli esportatori europei.

Un secondo fattore di rischio emerge sicuramente dallo scenario geopolitico di riferimento. Il 2026 si è infatti aperto all’insegna di nuove tensioni geopolitiche, con l’avvio del conflitto Usa-Israele-Iran che impatta sull’outlook di crescita mondiale e, in particolare, sullo scenario di rischio soprattutto sul fronte dell’approvvigionamento energetico. Sebbene il livello complessivo di incertezza sia, per il momento, largamente inferiore rispetto a quanto sperimentato la scorsa primavera a seguito del c.d. “Liberation Day”, l’evoluzione futura del conflitto rappresenta un elemento chiave da monitorare per le prospettive economiche del 2026.

Fonte: ExportPlanning

Lo scenario appena delineato evidenzia come il contesto internazionale sia caratterizzato da un livello crescente e persistente di incertezza e instabilità geopolitica, con impatti diretti sulle condizioni operative e sulle scelte strategiche delle imprese. In questo quadro, risulta fondamentale dotarsi di strumenti efficaci di monitoraggio, in grado di supportare una lettura tempestiva delle dinamiche in atto e ad alta frequenza di aggiornamento.

Per un’impresa esportatrice diventa sempre più strategico disporre di un monitoraggio continuativo delle condizioni di mercato, in particolare della domanda relativa ai prodotti e alle aree strategiche di riferimento, al fine di supportare in modo efficace il proprio posizionamento internazionale. Con l’obiettivo di garantire un presidio costante dei mercati esteri a livello product-specific, ExportPlanning mette a disposizione forniture “on-demand” di dati mensili, personalizzate in funzione dei prodotti e dei mercati di interesse.