Esportazioni europee: Grande Recessione vs Great Lockdown

Il confronto fra le due principali crisi dell’epoca moderna evidenzia profonde differenze in termini di dinamica della ripresa

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La crisi dello scorso anno, dovuta alla propagazione dell’epidemia di Sars-Cov-2, ha dato un duro colpo all’economia mondiale. Tuttavia, la ripresa segnata nella seconda parte dell’anno è stata piuttosto rapida, ampiamente al di sopra delle aspettative, che fino a pochi mesi fa erano profondamente segnate dalla forte incertezza internazionale.
Nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria, la stessa Unione Europea, insieme agli Stati Uniti, è stata il centro epidemico dell’Occidente. L’epidemia di Covid-19 si è infatti rivelata uno stress test per la tenuta dell’UE, che attraverso una rapida e solida reazione di politica economica si è mostrata quanto mai coesa.
In questo quadro, e focalizzandoci in particolar modo sulla performance delle esportazioni europee, risulta utile un confronto con la Grande Recessione (2008-2009), al fine di evidenziare le differenze che hanno caratterizzato le due crisi economiche del XXI secolo.
Il grafico seguente mostra l’andamento mensile delle esportazioni europee. Per poter meglio confrontare le due serie, esse sono state prese sotto forma di indice, posto uguale a 100 nel mese precedente all’inizio delle due crisi -rispettivamente ottobre 2008 e gennaio 2020.

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

In primo luogo, dal confronto grafico, risultano evidenti le differenze che caratterizzano le due serie in termini di intensità della caduta subìta a seguito della crisi e in termini di persistenza degli effetti recessivi.
Durante la Grande Recessione la caduta delle esportazioni europee è stata progressiva fino al quarto mese (gennaio 2009), eccezion fatta per l’undicesimo mese (agosto 2009), per il quale l’ulteriore contrazione è da attribuirsi principalmente alle chiusure stagionali. Inoltre, il trend di ribassi si è dimostrato particolarmente duraturo, con i livelli di esportazioni europee che si sono mantenuti del 20-30% inferiori a quelli pre-crisi per tutti i mesi successivi. Il raggiungimento degli standard precedenti al fallimento Lehman Brothers è avvenuto solamente a distanza di circa 2 anni dall’inizio della crisi.
Il Great Lockdown, invece, si è caratterizzato per una dinamica profondamente diversa. Fino al terzo mese le esportazioni UE non hanno particolarmente risentito della diffusione dell’epidemia (per via di una trasmissione ancora limitata), mentre nel quarto mese, ovvero aprile 2020, si è registrato un calo vertiginoso di circa 30 punti percentuali rispetto ai livelli iniziali, in corrispondenza della prima grande chiusura generalizzata. Tuttavia, dopo questa data, è iniziata una fase di ripresa importante, che ha riportato il Vecchio Continente ai livelli di export pre-crisi già dal nono mese (settembre 2020). Nonostante un lieve calo nei primi due mesi dell’anno corrente, i nuovi dati aggiornati a marzo 2021 indicano come le esportazioni europee stiano attraversando una significativa fase di crescita.

Analisi delle crisi per i principali esportatori europei

Un ulteriore passo avanti nello studio delle due crisi, è quello di osservare il comportamento dei principali competitor europei. Nei grafici che seguono, eseguiti con la stessa metodologia precedente, viene mostrato un confronto fra i principali esportatori dell’Unione Europea. Questa analisi è particolarmente importante poiché ci permette di evidenziare i paesi che hanno recuperato più velocemente e quelli che si sono trovati più in difficoltà.

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

Durante la Grande Recessione, ad aver sperimentato sin da subito i cali più intensi sono stati Italia, Polonia e Repubblica Ceca, mentre Francia e, successivamente, Spagna e Germania, sono riuscite a limitare parzialmente la caduta. Nei periodi successivi tutti i principali Stati Membri si sono collocati su un trend ribassista fortemente persistente, che soprattutto per l’Italia, si è ulteriormente intensificato nell’undicesimo mese, portando a una contrazione dell’export maggiore del 50%. Infine si può notare come, per gran parte del periodo in esame, gli stati dell’Europa dell’Est abbiano faticato maggiormente rispetto a quelli dell’Europa occidentale, con l’eccezione dell’Italia, che si è mostrata maggiormente allineata al cluster dell’Est Europa.

Durante il Great Lockdown, al contrario, le difficoltà maggiori si sono concentrate nell’Europa occidentale per gran parte del periodo. In particolare, Italia, Francia e Spagna sono stati i paesi che più hanno accusato maggiormente il crollo di aprile 2020, a causa della diffusione dell’emergenza sanitaria, che ha visto inizialmente come protagonisti i paesi dell’Europa sud-occidentale. La Germania, invece, come nel 2008, è riuscita inizialmente ad arginare il crollo. Repubblica Ceca e Polonia, dopo la perdita di aprile che solo quest’ultima è riuscita a contenere, hanno dimostrato una ripresa più rapida (in controtendenza rispetto alla precedente crisi), riuscendo a posizionarsi sin dai mesi estivi al di sopra degli standard di gennaio 2020, superando gran parte degli stati dell’Europa occidentale. Ancora una volta l’Italia mostra un andamento simile ai paesi dell’Est, caratterizzato da un iniziale picco negativo, a cui è seguita una fase di rilancio particolarmente intensa.

Conclusioni

Alla luce di quanto osservato, possiamo affermare che la ripresa economica successiva alla Grande Recessione e al Great Lockdown sia stata profondamente diversa. Mentre per la prima crisi la caduta è stata graduale e duratura, per la seconda vi è stato un picco negativo ad aprile 2020, seguito da un progressivo recupero che ha permesso alle esportazioni UE di riportarsi velocemente sui livelli pre-pandemia. Tuttavia, in termini geografici, la velocità di recupero non è stata la stessa per i diversi Stati membri.
Il rapido recupero testimonia la ripresa dell'industria manifatturiera europea, che si è progressivamente adattata al "new normal" e, successivamente, la crescente diffusione e disponibilità dei vaccini.
Nei prossimi mesi sarà importante per tutti i paesi dell’UE agganciare questa fase di sviluppo del commercio, così che si possa guardare al futuro con sempre maggiore ottimismo.