Primo semestre 2021: congiuntura del commercio mondiale per industria

Gli scambi mondiali di beni sembrano aver inaugurato una nuova stagione di aumenti. Ripresa diffusa in termini settoriali, con qualche eccezione

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Dopo una chiusura d’anno decisamente meno negativa di quanto inizialmente ipotizzato, nel primo semestre dell’anno, il commercio mondiale a prezzi costanti, cioè al netto delle variazioni nominali dei prezzi, si è caratterizzato per un’ampia e rapida ripresa, che lo ha di fatto portato verso un'accelerazione del ritmo di espansione e una crescita sistemica di gran lunga superiore alle aspettative. Gli scambi mondiali di beni non solo hanno infatti ampiamente recuperato i livelli pre-crisi, ma sembrano aver inaugurato una nuova stagione di aumenti paragonabili, per intensità, ai ritmi espansivi degli anni 2017-2018. Il risultato fotografa quindi un commercio mondiale che, dopo una ripresa a “V”, sembra aver progressivamente recuperato anche la fase di debolezza che aveva caratterizzato il 2019, segnato dall’aumento delle tensioni protezionistiche.

Le aspettative per la seconda parte dell'anno rimangono inoltre ampiamente positive, come raccontato nell'articolo Commercio mondiale oltre le attese: si intensifica la ripresa nel secondo trimestre 2021, con l’indice di produzione industriale, stimata sulla base dei PMI dell’industria manifatturiera, che rimane ampiamente al di sopra della soglia di 50. In particolar modo, la componente dei nuovi ordinativi esteri del Global Manufacturing PMI ha segnato una crescita ulteriore, seppur a tassi più contenuti dei mesi precedenti, a fronte di valori pari a 53.2 in giungo e 52.7 in luglio.

Al fine di approfondire quali industrie stanno maggiormente sostenendo la nuova fase espansiva degli scambi, la mappa che segue riporta la dinamica delle principali industrie della classificazione del Sistema Informativo ExportPlanning. In particolare, queste sono posizionate in base al tasso di variazione registrato nel 2020 (in ascissa) e quello registrato nel primo semestre 2021 rispetto al corrispondente periodo 2019 (in ordinata); la dimensione del cerchio è proporzionale al valore degli scambi commerciali nel 2019.

Commercio mondiale a prezzi costanti (USD 2012) per industria

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

Nell'area del grafico in alto a destra ritroviamo quelle industrie la cui performace è stata particolarmente resiliente nel corso dell'annus horribilis e che continuano a mostrare dinamiche di aumento. Si tratta in particolar modo di trend di consumo "figli" delle nuove abitudini di acquisto imposte dal contesto pandemico. In particolare, continua la fase espansiva dell'industria ICT (F1) e della relativa filiera (D1), mostrando un progressivo consolidamento della domanda internazionale di dispositivi elettronici. Sul fronte dei beni di consumo, oltre agli aumenti dell'industria del Pharma (E4), si evidenzia il rafforzamento della domanda mondiale di Sistema Casa (E3), fortemente sostenuta dai segmenti del Legno-Arredo e degli Elettrodomestici.

Per i beni di investimento, si confermano inoltre i segnali di una progressiva ripresa degli investimenti del mondo, guidata in particolar modo dalla domanda di Macchinari e Attrezzature industriali (F2, F4) più che dagli impianti, che si collocano ancora su livelli debolmente inferiori a quelli 2019.
Segnali incoraggianti emergono anche dagli scambi mondiali di Mezzi di Trasporto (F3) che, malgrado una persistente debolezza della componentistica (D3), sembra aver chiuso il gap con i corrispondenti livelli pre-crisi. Il risultato è guidato in larga parte dallo spiccato aumento segnato dalle macchine ibride ed elettriche negli ultimi mesi: la domanda mondiale del segmento è infatti più che raddoppiata rispetto al primo semestre 2019. Al contrario, gli scambi di autoveicoli ad alimentazione più tradizionale segnalano ancora un'ampia e persistente debolezza, non recuperando i corrispondenti livelli del 2019.
Al contrario, gli scambi mondiali di treni, materiale rotabile e aerei risultano essere quelli più penalizzati.

Risultano, infine, ancora persistenti le difficoltà del Sistema moda-persona e del comparto tessile (E2, B2), che si collocano su valori rispettivamente del -3% e del -5.8% inferiori a quelli pre-pandemia, pur a fronte di un progressivo recupero. L'industria risulta infatti ancora fortemente colpita dalla contrazione dei consumi di beni voluttuari e maggiormente legati a contesti di socialità.