Settore automotive: crisi Covid e transizione green

I primi mesi del 2021 lasciano alle spalle la sfavorevole primavera dello scorso anno per il mercato UE, ma permane debolezza rispetto ai livelli pre-crisi; crescita solida per il comparto elettrico

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In linea con quanto accaduto all’ampia maggioranza dei settori, l’industria automotive dell’Unione Europea non è riuscita a sfuggire ai significativi effetti della crisi pandemica1.
I dati ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association) mostrano con chiarezza l’effetto dell’epidemia da Covid-19 sulle immatricolazioni di autovetture nell’UE, segnalandone un significativo crollo nella prima parte del 2020. Se già nei primi due mesi dell’anno si notano contrazioni superiori al 7% su base tendenziale, il maggior tonfo si verifica durante la primavera: la contrazione mensile raggiunge infatti un punto di massimo del -76% nell’aprile dello scorso anno. A tale crollo fa seguito l’avvio di una fase di ripresa, che ha portato a toccare, nel mese di settembre, la sola variazione tendenziale positiva registrata nel 2020 (+3%).
Nel complesso dello scorso anno, le immatricolazioni di autovetture nell’Unione Europea segnano una riduzione del 23.7% rispetto all’anno precedente - corrispondente a circa 3 milioni di unità in meno. I dati OICA (International Organization of Motor Vehicle Manufacturers) mostrano un crollo di pari entità (-24%) per la produzione di auto a livello UE nel corso del 2020.

Focalizzandoci invece sulle dinamiche di commercio estero, gli ultimi dati ExportPlanning suggeriscono, nel complesso del 2020, una contrazione del del commercio mondiale di autovetture prossima al 19% ; caduta limitata al 14% per le esportazioni UE.

Fig. 1 - Autovetture UE: i numeri del 2020

2021: l’avvio di una (parziale) ripresa

In seguito allo storico crollo del 2020, i dati ACEA sulle immatricolazioni di autovetture nell’Unione segnalano l’avvio di una fase di ripresa. A partire da marzo 2021 si notano variazioni positive nelle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; tali incrementi non risultano però sufficienti per un pieno recupero rispetto al 2019, a cui possiamo fare riferimento come benchmark pre-pandemico.
Nel I semestre del 2021, il totale delle immatricolazioni di auto nell’Unione rimane infatti al di sotto dei corrispettivi livelli registrati nel 2019 (-22.5%), a fronte di un aumento del 25.2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se quindi il mercato europeo dell’auto mostra, nell’anno in corso, un significativo recupero rispetto ai mesi più critici della crisi Covid, i numeri delle nuove immatricolazioni continuano a non suggerire un completo ritorno alla normalità, in un contesto di persistenza delle incertezze legate alla crisi sanitaria.

Fig. 2 - Immatricolazioni autovetture UE
(gennaio 2019-giugno 2021)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati ACEA.

Continua l’ascesa del comparto elettrico

Dall’analisi del mercato europeo dell'auto emerge come, agli effetti della pandemia, continuino a sommarsi quelli della transizione ecologica. I dati relativi alle recenti immatricolazioni per alimentazione mostrano infatti come, pur nell’attuale fase di difficoltà, prosegua il trend di spostamento verso il comparto elettrico.
In questo contesto, un ruolo di rilievo è sicuramente rappresentato dai programmi di supporto dei vari governi nazionali. Secondo quanto riportato da ACEA sulla base di informazioni raccolte nel 2020, incentivi per l’acquisto di auto elettriche sono stati rilevati in 20 paesi UE su 27. Si segnala ad esempio, per il caso della Germania, una riduzione temporanea dell’IVA nel II semestre 2020, un’esenzione dalla tassazione per 10 anni per le auto elettriche immatricolate entro la fine del 2020 ed un “innovation bonus” valido fino alla fine del 2021. Al contrario, 6 paesi UE non forniscono invece incentivi all’acquisto, limitandosi a sgravi o esenzioni in termini fiscali.

In questo contesto, la quota delle immatricolazioni UE di nuove auto a benzina ha segnato, tra il I trimestre 2020 e il I trimestre 2021, una riduzione di circa il 10%; di poco inferiore il calo osservato per il comparto diesel. Le immatricolazioni di nuove auto elettriche passano invece dal 16.2% del totale nel I trimestre 2020, al 32.3% osservato nel 2021.

Fig. 3 – Immatricolazioni UE di nuove auto, per alimentazione

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati ACEA.

Q1-2020

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Q1-2021

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Nota: BEV = Battery electric; PHEV = Plug-in hybrid; HEV = Hybrid electric

Anche i dati sulle esportazioni UE di autovetture confermano l’ascesa del comparto elettrico. Come si nota dal grafico riportato di seguito, è indicativamente dal 2017 che si cominciano a notare ritmi di crescita significativi, che accelerano ulteriormente negli anni a seguire. Dal 2019 si registra una fase di crescita esponenziale, che risulta parzialmente interrotta soltanto nel secondo trimestre 2020, nella fase più acuta della pandemia.
Alla fine del 2020 e all'inizio di quest'anno si è raggiunto il livello storico di di 26 miliardi di euro di esportazioni UE trimestrali, confermato quasi completamente anche nel trimestre più recente.

Fig. 4 – Export UE autoveicoli elettrici


Molto forte la caduta nel 2020, e modesta la ripresa in corso, per le esportazioni UE di vetture ad alimentazione tradizionale: i dati ExportPlanning segnalano infatti, per il 2020, una contrazione su base tendenziale in tutti i trimestri dell'anno, con una punta del -50% nel II trimestre. Anche nel I trimestre di quest'anno le esportazioni di autoveicoli a benzina e diesel permangono in territorio negativo, con un rimbalzo positivo solo nel II trimestre: nello specifico, le auto a benzina segnalano un maggiore recupero (+105.8%) rispetto al comparto diesel (+64.4%).
Confrontando i livelli del 2021 con quelli del periodo pre-Covid (anno base = 2019), le variazioni delle esportazioni UE di auto a benzina e diesel nel secondo trimestre del 2021 risultano ancora negative, segnalando come non si possa ancora parlare di superamento della crisi.

Conclusioni

I dati sulla dinamica di immatricolazioni ed esportazioni di autovetture nell’Unione Europea segnalano in modo evidente il forte impatto esercitato dalla pandemia sul settore automotive e, al tempo stesso, l’efficacia della spinta in corso verso il comparto elettrico.
Risale alla metà di luglio 2021 l’adozione da parte della Commissione Europea di “un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell'UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990”. Per quanto riguarda il mondo delle autovetture, la proposta è che “le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021”. Queste proposte dovranno comunque essere negoziate e approvate dagli stati membri e dal Parlamento Europeo.
Un elemento su cui esse pongono l’accento è la necessità di un rafforzamento sul piano infrastrutturale per il raggiungimento dell'obiettivo. Allo stato attuale, infatti, il 70% delle stazioni di rifornimento per veicoli elettrici nell’Unione è concentrato in soli 3 paesi dell’Europa occidentale: Olanda, Francia e Germania (fonte: ACEA 2021 Progress Report).


1. Si rimanda agli articoli “Gli effetti della pandemia sul settore automotive: i primi numeri” (giugno 2020) e “La salute dell’industria automotive” (dicembre 2020) per le nostre prime analisi dell’impatto dello shock da Covid-19 sul settore.