Focus Stati Uniti: la Fed temporeggia sul tapering

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La scorsa settimana gli occhi degli osservatori internazionali si sono concentrati sull’attesissimo simposio annuale dalla Fed a Jackson Hole, in relazione alla decisione della banca centrale americana sulla riduzione dei volumi degli acquisti di titoli1. Nonostante i rumors nelle scorse settimane dessero per imminente l’annuncio del tapering, la banca centrale americana ha deciso di prendersi ancora del tempo.
Nel discorso tenuto venerdì 27 agosto, il governatore della Fed Jerome Powell ha comunicato di essere aperto ad una riduzione degli stimoli monetari entro il 2021, senza fornire una data precisa dell’inizio. Powell ha inoltre sottolineato come non vi sia alcun nesso tra la riduzione degli stimoli monetari e l’incremento dei tassi d’interessi di riferimento, che potrebbero rimanere bassi ancora per lungo tempo:the timing and pace of the coming reduction in asset purchases will not be intended to carry a direct signal regarding the timing of interest rate liftoff”2.

Andiamo quindi ad approfondire le ragioni che hanno spinto la Fed a mantenere, almeno per il momento, una politica monetaria accomodante.

Nuove ondate di Covid-19

Come è possibile notare dai dati di Covid19Lab, a partire da metà luglio negli Stati Uniti si è interrotto il trend decrescente dei nuovi casi confermati, arrivando a superare i 300 mila casi giornalieri ad agosto.

Stati Uniti: nuovi casi giornalieri Covid-19
Fonte: Covid19Lab



Secondo le autorità, data l’elevata contagiosità delle variante Delta, l'incremento dei casi si verifica quasi completamente tra persone non ancora vaccinate, tanto da parlare di “pandemia dei non vaccinati”. Il presidente statunitense Joe Biden ha lanciato un appello agli americani invitando, chi non lo avesse ancora fatto, a vaccinarsi; al contempo, crescono le pressioni politiche sugli stati federali che presentano bassi i tassi di vaccinazione. Nonostante la pandemia sia sicuramente una minaccia alla crescita economica del paese, Powell ha precisato che, con la diffusione dei vaccini, la variante Delta rappresenta solo “un rischio a breve termine”.

I dati sull’occupazione

Un elemento sul quale Powell si è particolarmente focalizzato durante il suo ultimo discorso riguarda i dati dell’occupazione, dato il duplice ruolo della banca centrale di regolare i prezzi e stimolare la piena occupazione. Se da una parte le prospettive per il mercato del lavoro sono migliorate considerevolmente negli ultimi mesi (con un tasso di disoccupazione sceso al 5,4%, punto di minimo dopo la pandemia), la disoccupazione a lungo termine rimane ancora elevata. Ad agosto, inoltre, il ritmo delle assunzioni ha mostrato un brusco rallentamento, mettendo in luce la persistenza di diverse zone d’ombra nel recupero dell’economia americana.

La risposta dei mercati

Come si osserva dal grafico di seguito, che riporta il tasso di cambio del dollaro verso l’euro, la spinta rialzista del periodo estivo sembra essersi momentaneamente conclusa per il biglietto verde, che ha raggiunto il 20 agosto i massimi degli ultimi nove mesi. I dubbi che hanno cominciato ad emergere in merito a quando la Federal Reserve inizierà a ridurre i suoi stimoli hanno fatto perdere al biglietto verde perdere circa l'1,7% rispetto all’euro.


Al contrario, le borse statunitensi hanno reagito alle parole di Powell con un’impennata, spingendo i principali indici americani su dei nuovi livelli record: in una sola settimana, l’indice Nasdaq ha segnato un incremento del 2%, così come lo S&P 500 (+1.4%), mentre più contenuta è stata la performance del Dow Jones (+0.7%).

Indici di borsa USA: S&P500, Dow Jones e Nasdaq
Fonte: DailyDataLab


L’approccio graduale scelto dalla Fed sembra dunque trovare appoggio nei mercati finanziari, implicando un periodo più lungo di liquidità abbondante che alimenta prezzi delle azioni sempre più alte.

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Conclusione

Tirando le fila dell’analisi, la linea scelta dalla Fed punta su una prudente stabilizzazione della politica monetaria, dato il clima di incertezza dell’economia che la proliferazione della variante Delta sta al momento alimentando. In questo contesto, infatti, un intervento restrittivo prematuro potrebbe rivelarsi molto dannoso per l’economia statunitense. Secondo diversi analisti, tuttavia, la data dell’attesissimo tapering rimane comunque vicina, probabilmente ad ottobre.
Il cambio di rotta della Fed costituisce comunque una buona notizia anche per i paesi dell’Eurozona, con la BCE ancora molto lontana dal voler operare una stretta della politica monetaria.


1. Per un approfondimento sul tema, si consiglia l'articolo Focus Stati Uniti: la politica monetaria della Federal Reserve.
2. Clicca qui per leggere l'intero testo del discorso