I macchinari per la produzione di tessuti non tessuti alla sfida della sostenibilità

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Nel corso del ventunesimo secolo il settore dei tessuti non tessuti ha sperimentato una solida crescita sia della produzione che delle esportazioni. Il driver di tale sviluppo deve essere cercato nelle caratteristiche dei tessuti non tessuti che hanno permesso la loro applicazione in una molteplicità di settori.

Versatilità, funzionalità e convenienza economica consentono, infatti, l’utilizzo dei tessuti non tessuti, tra gli altri, nel settore igienico-medicale (es. salviette monouso, assorbenti, pannolini, camici, mascherine), nel settore della filtrazione (filtri per aria e liquidi), in quello dell’automotive (rivestimenti interni, isolamenti acustici, ecc.) e in quelli dell’edilizia e del geotessile (prodotti per l’isolamento acustico e termico, prodotti per il drenaggio del terreno e il controllo dell’erosione).

Forte di questo vasto campo applicativo il settore dei tessuti non tessuti ha registrato una crescita costante nel corso degli ultimi anni. In particolare la dinamica del commercio internazionale evidenzia come il valore in termini reali degli scambi del settore sia più che raddoppiato rispetto al primo decennio del secolo. Nel periodo 2009-2025 il tasso di crescita media annua è stato del +4.9%.


Fig.1 – Scambi mondiali di tessuti non tessuti
(valori a prezzi costanti)


In questo contesto di grande diffusione i tessuti non tessuti si sono evoluti: non più semplici commodity, ma prodotti ad alto valore aggiunto. Questa tendenza è testimoniata dal confronto del commercio internazionale tra il 2015 ed il 2025 per fasce di prezzo. La quota dei prodotti appartenenti alla fascia di prezzo alta è aumentata erodendo la quota della fascia bassa (da 23.6% nel 2015 al 29.1% nel 2025).

Anche la tecnologia necessaria per la produzione di tessuti non tessuti mostra una forte differenziazione a seconda del processo utilizzato per le tre fasi produttive: formazione del velo, consolidamento e finissaggio finale. A prescindere dalla tecnologia, l’intera filiera dei tessuti non tessuti oggi affronta la sfida della sostenibilità come l’intero settore tessile tradizionale, alla ricerca di una costante riduzione del carbon footprint e di soluzioni per il fine vita del prodotto. Lo sviluppo tecnologico resta poi fortemente condizionato dal quadro normativo europeo e internazionale sia in materia ambientale che di sicurezza dei prodotti.


Il commercio mondiale di macchinari per tessuti non tessuti

In base ai dati presenti nel Sistema Informativo Exportplanning il commercio internazionale delle macchine per la produzione di tessuti non tessuti (codice HS 844900) nel 2025 ha superato i 547 miliardi di euro, con un calo rispetto all’anno precedente dell’8.6% in valori correnti. Il trend degli scambi internazionali a partire dal 2021 ha osservato una flessione, che ha fatto seguito ad anni di rapida crescita, culminati nel 2020 con il deciso incremento del commercio internazionale, dovuto prevalentemente alla domanda di macchinari per la produzione di prodotti monouso per fronteggiare la pandemia da Covid-19 (mascherine protettive, camici monouso, ecc.).


I principali mercati delle macchine per la produzione di tessuti non tessuti

L’analisi del flusso del commercio internazionale contribuisce a delineare la geografia della produzione di tessuti non tessuti. In Europa, oltre alla Germania, si è affermato come principale importatore di macchine la Turchia, che rappresenta un hub produttivo fortemente competitivo. Le importazioni del Paese hanno superato i 68.3 milioni di euro nel 2025, mostrando una variazione positiva in valori assoluti rispetto al 2024 di 36 milioni di euro.

Resta elevata anche la domanda di macchinari proveniente dagli Stati Uniti, la cui produzione di tessuti non tessuti si caratterizza per il forte valore aggiunto e per la specializzazione nel settore dell’igiene personale e in quello della filtrazione. Nel 2025 l’import statunitense si è fissato a un valore di 57.7 milioni di euro, nonostante la marcata diminuzione sul 2024 (-45% a valori correnti).

In Asia l’India si conferma un mercato in forte crescita per i costruttori di macchinari, capace di superare la Cina quale principale importatore dell’area. Nel 2025 il valore delle importazioni indiane è stato pari a 56.9 milioni di euro, mentre nel periodo 2009-2025 il tasso medio annuo di crescita in euro correnti è risultato del 13.6%.

Accanto ai Paesi di maggiore rilevanza per il commercio internazionale del settore il sistema informativo Exportplanning consente anche l’analisi della maggiore o minore propensione dei diversi mercati a pagare un premium price per la maggior qualità dei prodotti importati. Questo indicatore risulta particolarmente utile per individuare i mercati in cui la domanda è orientata verso soluzioni tecnologiche avanzate: ad es. Sri Lanka, Arabia Saudita e Finlandia.


Fig.2– Analisi del premium price nei mercati più dinamici
(periodo 2020-25)

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning- Reporting Tool

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Il ruolo dell’Italia nello scenario competitivo

Sul lato dell’offerta Germania e Cina si contendono la leadership come principale Paese esportatore. Entrambi i Paesi nel 2025 detenono una quota di mercato superiore al 34% sull’export totale. Nello specifico l’export cinese ha raggiunto un valore di 218.4 milioni di euro, mentre le vendite estere della Germania hanno totalizzato 216.2 milioni di euro.

Tra i principali esportatori del 2025 l’Italia figura al terzo posto, con un valore delle esportazioni pari a 41.1 milioni di euro. Tra i principali mercati di destinazione delle esportazioni di macchinari italiani figurano gli Stati Uniti, la Polonia e l’India. Sebbene nel triennio 2023-2025 si sia osservato una flessione delle vendite estere di macchinari italiani il trend di lungo periodo resta positivo, con un tasso medio annuo di crescita pari al 3.2%. La segmentazione dell’export italiano per fasce di prezzo fornisce inoltre l’indicazione di un netto progresso delle vendite di fascia medio-alta e alta, la cui percentuale è passata dal 32.1% del 2015 al 49.6% del 2025.


Fig.3– ITALIA - Distribuzione delle esportazioni per livello di prezzo

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning


Conclusioni

Il commercio mondiale delle macchine per la produzione di tessuti non tessuti appare caratterizzato da una dinamica che resterà moderatamente positiva anche nel prossimo quadriennio (CAGR 2026–2029 pari a +1.4%), soprattutto a ragione di un’ulteriore espansione nella produzione di tessuti non tessuti.

La spinta alla vendita di macchinari arriverà dai driver di crescita che caratterizzano i singoli settori di utilizzo, con un denominatore comune, però, rappresentato dalla sostenibilità delle produzioni. Ne sono un esempio gli sviluppi nella produzione di non tessuti biodegradabili, che contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti monouso, o ancora, le soluzioni tecnologiche destinate alle lavorazioni di materiali riciclati per l’ottenimento di nuovi prodotti.

Per i costruttori di macchinario per tessuti non tessuti si prefigura, dunque, uno scenario particolarmente dinamico nei prossimi anni. In questo ambito la puntuale lettura dei dati esterni, tra i quali quelli messi a disposizione dal Sistema Informativo Exportplanning, potrà fornire alle aziende della filiera un quadro costantemente aggiornato dei potenziali mercati in cui attivarsi.

Il monitoraggio della congiuntura e delle opportunità offerte dai mercati internazionali è uno dei temi di specializzazione ExportPlanning, grazie all'ampio Sistema Informativo che include oltre 5000 prodotti e più di 150 paesi.
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