India: la crescita dei contagi pone rischi alla ripresa

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Una valuta salita al centro dell’attenzione nel corso di aprile è la rupia indiana. Dopo una fase di rafforzamento contenuto ma progressivo, che ha portato la rupia a recuperare parzialmente gli effetti dello shock Covid, da inizio aprile la valuta ha accusato il maggiore deprezzamento nei confronti del dollaro nel cluster delle emergenti fluttuanti, perdendo il 2.2% del suo valore rispetto al biglietto verde.


Nonostante proiezioni macroeconomiche positive per il lungo periodo, la valuta del secondo paese più popoloso al mondo sembra aver recentemente risentito dell’impatto di due fattori: la nuova ondata dell’epidemia da Covid-19 che, a partire dallo scorso marzo, si sta diffondendo nel paese e l’ultima azione di politica monetaria espansiva della Reserve Bank of India (RBI).

Le proiezioni: crescita sostenuta nel 2021

Nello scenario di aprile recentemente rilasciato dal Fondo Monetario Internazionale (World Economic Outlook), le prospettive di crescita del paese appaiono ottimistiche. La stessa Chief Economist dell’IMF ha però precisato che le previsioni sono state formulate prima dell’avvio dell’ondata dell’epidemia attualmente in corso in India.
Le stime hanno subito revisioni positive tanto per il 2020 che per il 2021, grazie ad una ripresa più forte di quanto inizialmente atteso dopo l’allentamento dei lockdown. La contrazione del PIL indiano nel 2020 è infatti passata al -8%, rispetto al -10.3% dello scenario di ottobre; la previsione per il 2021 è invece aumentata dall'8.8% al 12.5%. Si prevede, inoltre, che l’economia possa continuare a crescere a tassi superiori al 6% dal 2022 al 2026.


Nuova ondata di Covid-19

La recente risalita dei contagi da Covid-19 ha però aggiunto una notevole incertezza a questo scenario, e quindi alle possibilità di recupero dell’economia, come dichiarato dallo stesso governatore della Reserve Bank of India.
Dopo una fase di stabilità sopra i 10.000 nuovi contagi giornalieri nei primi due mesi dell’anno, a partire da marzo la curva è tornata bruscamente a salire. Preoccupano il livello e la velocità della crescita, che si caratterizza per un trend nettamente esponenziale. Il livello dei nuovi contagi giornalieri ha già superato il punto di massimo dell'ondata precedente, superando i 150.000 nuovi casi confermati nella giornata di sabato 10 aprile (fonte: DailyDataLab). Anche i decessi stanno crescendo velocemente, passando da valori giornalieri nell’ordine di grandezza del centinaio a febbraio, a quasi 900 lo scorso sabato.


In questo contesto, preoccupa anche la campagna di vaccinazione, che non sta brillando per rapidità ed efficienza. Stando ai dati attualmente disponibili, l’India registra 7.57 vaccinazioni per 100 persone, al 58esimo posto al mondo (fonte: Our world in data). A fronte dell’emergenza sul fronte domestico, l’India - uno dei maggiori produttori mondiali del vaccino AstraZeneca - sta rallentando le esportazioni per accelerare la campagna di vaccinazione interna.

L’azione della politica monetaria

Se quindi la nuova ondata dell’epidemia, con le relative preoccupazioni in termini di ripercussioni sull’attività economica delle restrizioni, ha pesato sulla valuta indiana nell’ultimo periodo, un fattore chiave che ha spinto l’indebolimento del cambio riguarda un recente provvedimento della banca centrale.
Tra il 5 e il 7 aprile si è tenuto l’ultimo Monetary Policy Committee della Reserve Bank of India. Nell’occasione è stato unanimemente deciso di lasciare il tasso d’interesse di riferimento inalterato al 4% e di proseguire con una politica monetaria accomodante, fino a quando sarà necessario per sostenere una crescita duratura e mitigare l’impatto del Covid-19 sull’economia.
La decisione che ha sorpreso i mercati, che non si aspettavano tanta dovishness1, è l’implementazione, per il fiscal year 2021-22, di un programma di acquisizione di titoli di stato sul mercato secondario (Government Securities Acquisition Programme), nominato G-SAP 1.0. La banca centrale si impegna quindi preventivamente ad acquistare un certo ammontare di titoli di stato, allo scopo di favorire un’evoluzione ordinata e stabile della curva dei rendimenti, mantenendo condizioni di liquidità accomodanti. Lo scopo è quello di assicurare condizioni di finanziarie tali da aiutare il consolidamento della ripresa economica. Per il I trimestre dell’anno fiscale 2021-22, la RBI si è già impegnata ad acquistare titoli per 1 trilione di rupie. Il primo acquisto sarà condotto il 15 aprile.

Anche i rendimenti dei bond hanno registrato l’effetto della decisione della banca centrale: il rendimento sui titoli indiani a 10 anni è sceso, nell’arco della scorsa settimana, dal 6.12% al 6.02%.


1. Linea di politica monetaria espansiva che favorisce bassi tassi di interesse.