I mercati finanziari rispondono pacatamente alla nuova crisi tra Israele e Palestina

L’escalation di violenze non sembra ripercuotersi sulla valuta israeliana, sostenuta dalla fiducia che i mercati finanziari hanno verso la qualità delle istituzioni e le scelte della banca centrale

.

Cambio Dollaro Incertezza Banche centrali Tassi di cambio

Accedi con il tuo account per utilizzare le funzioni stampa migliorata (pretty print) e includi articolo (embed).
Non sei ancora registrato? registrati!

Negli ultimi giorni lo storico conflitto israelo-palestinese è tornato al centro dell’attenzione mediatica, a causa dell'intensificarsi di episodi di violenza avvenuti nella città di Gerusalemme. Le tensioni in corso sono le peggiori dai tempi dell’ultima guerra combattuta fra i due gruppi armati nell’estate del 2014; e rischiano di trascinarsi per diverso tempo. Tuttavia, come emerge dal grafico, la crisi interna al Paese non sembra rispecchiarsi sulla dinamica della valuta locale, che nel corso dell’ultima settimana ha subito un deprezzamento contenuto allo 0.3%.


La fiducia dei mercati forex verso le istituzioni

Dopo la rapida fase di apprezzamento di Gennaio che ha portato alla scelta della Bank of Israel di acquistare sui mercati forex ben 30 miliardi di dollari di valuta estera nel corso del 2021, lo shekel Israeliano ha visto una fase di stabilizzazione, attestandosi su valori prossimi a 3.30 shekel per dollaro.
A prima vista, gli scontri armati in atto nel Paese non sembrano star avendo effetti rilevanti sui mercati finanziari. Dopo un iniziale svalutazione pari all’1% in data martedì 11 maggio ( il giorno successivo all’inizio dei bombardamenti tra Israele e la striscia di Gaza), la valuta domestica chiude la settimana finanziaria senza ulteriori deprezzamenti.
In realtà, analizzando i mercati finanziari diversi dai tassi di cambio, nel corso della settimana ci sono stati alcuni segnali d’incertezza dal lato dei titoli pubblici. Infatti, i tassi di rendimento sui titoli decennali emessi dal tesoro israeliano sono passati da 1.10 a 1.27, incrementando di 15 punti base lo spread nei confronti dei tassi americani.


Dunque, la valutazione dei mercati finanziari non risulta del tutto indifferenti di fronte all’inasprimento delle tensioni in Israele, attribuendo un maggiore rischio associato al Paese. Tuttavia tale peggioramento si è palesato prevalentemente sul mercato dei titoli di stato; mentre, dal lato dei mercati forex, esso sembra essere stato quasi interamente assorbito dalle manovre di stabilizzazione della valuta locale adottate dalla banca centrale.

Confronto con gli scontri del 2014

Anche in concomitanza dell’ultimo scontro, avvenuto tra l’8 luglio e il 26 agosto 2014 e noto come "operazione Margine di protezione", non si è assistito ad una deprezzamento della valuta dovuto alla preoccupazione degli operatori finanziari. Infatti, la forte dinamica di deprezzamento che ha interessato lo shekel israeliano a partire dall’Agosto del 2014 è stato principalmente dovuta ad un aumento della forza del dollaro.

Conclusione

In conclusione, nonostante l’aggravarsi delle tensioni all’interno dell’area, lo shekel israeliano non sembra aver perso la sua rinomata forza sui mercati forex, a causa sia della ciclicità con cui questi si manifestano sia della solidità e dell’efficienza delle istituzioni del Paese. Un esempio a riguardo è sicuramente l’efficace gestione del piano vaccinale che ha permesso ad Israele di essere uno dei primi paesi ad uscire dal lookdown.