Luci e Ombre sulla valuta inglese

La sterlina britannica sembra aver trovato la sua stabilità nonostante permangano alcuni fattori d'incertezza

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Sul fronte della valuta britannica continuano ad arrivare dei segnali contrastanti: se da una parte l’economia inglese ha dato degli ottimi segnali di recupero, dall’altro permangono degli elementi di incertezza che potrebbero portare ad un indebolitamento della sterlina inglese.
Dopo la fase di rafforzamento sperimentata nel primo trimestre del 2021, passando da 0.91 GBP per EUR a 0.86, la valuta britannica sembra aver trovato il suo equilibrio. Malgrado la stabilità che ha caratterizzato la valuta tra Aprile e Giugno, il sentiment dei mercati forex continua ad essere incerto e in bilico tra ottimismo e incertezza.


In particolare, negli ultimi giorni il Regno Unito è tornata sotto i riflettori a causa della risalita dei contagi da Covid-19 provocata dalla diffusione della nuova variante indiana (rinominata “Delta”). A giugno, il livello dei nuovi contagi giornalieri ha superato la quota 5000 mentre 7000 sono stati i nuovi casi confermati nella giornata di giovedi 9 giugno, come si osserva dal grafico di seguito.

Nuovi casi giornalieri in Regno Unito
Fonte: DailyDataLab



Malgrado i numeri non siano ancora allarmanti e lontani dal picco di Gennaio, il Governo britannico sta valutando di posticipare la data della totale riapertura prevista per il 21 Giugno (“Freedom Day”), nel caso in cui questo aumento si accompagnasse ad un incremento degli ospedalizzati. Nel breve periodo, la discussione sulla riapertura potrebbe pesare sull'andamento del valuta britannica.
Dunque, se da una parte la gestione del piano vaccinale è risultata vincente, con più del 60% della popolazione che ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino e un progressivo ritorno alla normalità anticipato rispetto ai paesi del blocco europeo, dall’altro la diffusione di mutazioni resistenti alle prime dosi di vaccino sta generando non poche preoccupazioni.

Ombre sulla valuta britannica

Oltre alla gestione del piano vaccinali vi sono ulteriori fattori che gettano ombre sull’andamento della sterlina.

Guerra commerciale UK e UE. Il timore di una guerra commerciale tra UK e EU aleggia nuovamente nell'aria, mantenendo gli osservatori internazionali in allerta. Nei giorni scorsi i rapporti tra Regno Unito e Unione Europea si sono ulteriormente inaspriti con minacce di sanzioni e tariffe da parte di quest’ultima. In questo nuovo round, l’oggetto del dibattito è stato il mancato accordo sull'attuazione delle regole commerciali in Irlanda del Nord, rimasta nel mercato comune europeo per evitare la ricostruzione di una barriera fisica con l’Irlanda e salvaguardare gli accordi di Venerdi Santo. La disputa è stata goliardicamente soprannominata la "guerra delle salsicce" dai giornali britannici, poichè riguarda gli scambi commerciali di carni refrigerate dalla Gran Bretagna all' Irlanda del Nord. Attualmente è ancora incerto come si concluderà questo contesa, tuttavia la passata esperienza ha più volte insegnato che la sterlina britannica tende a deprezzarsi quando le ansie legate alla Brexit aumentano.

Timori inflazionistici. Come sta accadendo in diversi Paesi occidentali, anche in Regno Unito si inizia a parlare di rischio di inflazione, a causa del forte aumento dei costi delle materie prime e delle ingenti immissioni di liquidità degli ultimi mesi. Tra Aprile 2020 e Aprile 2021, l’indice CPI è cresciuto dell’ 1.6% avvicinandosi al target 2%. Secondo gli esperti, l’ipotesi di un incremento del tasso d’interesse di riferimento, attualmente basso e pari al 0.1%, diventa sempre più concreta.

Segnali di Ottimismo: Fondamentali in territorio positivo

L’ Office for National Statistics (ONS) riporta che nei primi tre mesi del 2021 il tasso di disoccupazione si è ridotto passando dal 5.1% del Q4-2020 al 4.8% del Q1-2021. Nonostante il lookdown totale, le imprese britanniche hanno ricominciato ad assumere diffondendo un maggiore clima di fiducia anche tra i consumatori.
Inoltre, secondo lo scenario macroeconomico di aprile dell’IMF (International Monetary Fund), il tasso di crescita tendenziale del PIL britannico è previsto in crescita del 5.2%, mentre le stime di Goldman Sachs sono ancora più ottimistiche prevedendo una crescita di ben il +7.8% , superando gli Stati Uniti il cui recupero è previsto di 7.2 punti percentuale.

Conclusioni

Tirando le fila dell’analisi, l’outlook complessivo sul Regno Unito risulta incerto e con diverse zone d'ombra e alcuni luci. Se da una parte stanno emergendo diversi fattori che nel lungo periodo potrebbero creare un clima di sfiducia verso la sterlina, dall’altra occorre segnalare gli ottimi risultati economici che il Regno Unito ha riscosso.