Export UE 2025: intra-UE in crescita, sfide oltre i confini
Pubblicato da Veronica Campostrini. .
Rallentamento Export Europa Congiuntura Congiuntura InternazionaleUn quadro congiunturale ancora fragile
L’andamento dell’export europeo nel passaggio tra il 2024 e il 2025 continua a riflettere un contesto macroeconomico complesso, segnato da un lento processo di aggiustamento dopo le difficoltà emerse nel biennio precedente. I dati più recenti mostrano un chiaro disaccoppiamento tra i flussi intra-UE e quelli verso i mercati extra-UE, ancora esposti a elevata volatilità e incertezze globali. Le differenze tra mercati di destinazione e settori produttivi evidenziano come la ripresa dell’export europeo sia selettiva e parziale, più che diffusa.
Fig.1 - Variazioni tendenziali mensili dell'export europeo
Fonte: Sistema Informativo ExportPlanning
L’analisi delle variazioni tendenziali mensili dell’export evidenzia come, dopo una lunga fase di contrazione, il commercio estero europeo abbia iniziato a mostrare dinamiche meno negative nel corso del 2025. Tuttavia, la volatilità resta elevata, soprattutto nei flussi verso i paesi extra-UE, mentre gli scambi intra-UE appaiono complessivamente più stabili, beneficiando di una domanda interna europea in graduale recupero.
Dinamiche intra ed extra-UE: un disallineamento persistente
La distinzione tra esportazioni intra-UE ed extra-UE rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’attuale fase congiunturale. I dati mostrano come, nel 2025, l’export intra-UE abbia mantenuto una traiettoria mediamente più favorevole rispetto a quello diretto verso i mercati extra-europei, che continua a risentire maggiormente delle incertezze del contesto globale.
Fig.2 - Export europeo per i principali paesi esportatori
(Variazioni annue %)
Fonte: Sistema Informativo ExportPlanning
Il confronto tra le variazioni annue del 2024 e del 2025 per singolo paese di destinazione conferma questa divergenza. I principali partner europei si collocano in una fascia di sostanziale stabilità, segnalando una tenuta degli scambi all’interno del mercato unico. Al contrario, i mercati extra-UE presentano andamenti più eterogenei: accanto a economie che mostrano un rafforzamento nel 2025, come Svizzera ed Emirati Arabi, permangono aree di debolezza, in particolare in Asia orientale, dove il rallentamento ciclico continua a pesare sulla domanda di beni europei.
La composizione settoriale dell’export e i fattori di resilienza
L’analisi settoriale contribuisce a spiegare la natura selettiva della ripresa in corso. I comparti che concentrano i maggiori valori di export verso i mercati extra-UE restano quelli tradizionalmente trainanti per l’economia europea, come la farmaceutica, l’automotive, i prodotti energetici e l’aeronautica. Tuttavia, le dinamiche di crescita appaiono molto differenziate.
Il settore farmaceutico si conferma uno dei principali fattori di resilienza, mostrando una crescita positiva sia verso i mercati intra-UE sia verso quelli extra-UE. L’automotive, invece, evidenzia una contrazione dei flussi verso l’extra-UE, a fronte di un’espansione significativa all’interno dell’Unione. Altri comparti, come l’aeronautica e i prodotti energetici, presentano andamenti più volatili, fortemente influenzati da fattori ciclici e geopolitici.
Accanto a questi settori, emergono segnali particolarmente rilevanti in alcuni segmenti ad alto contenuto tecnologico e strategico. Nel 2025, le esportazioni europee di macchinari per la fabbricazione di semiconduttori e di prodotti farmaceutici di base registrano incrementi molto marcati verso i mercati extra-UE, indicando come la crescita dell’export sia oggi sostenuta soprattutto da nicchie specializzate, più che da una diffusione generalizzata della ripresa.
Il ruolo degli scambi intra-UE e delle filiere produttive
Sul fronte intra-UE, il quadro appare complessivamente più articolato e, in parte, più favorevole. Oltre ai settori già citati, si osservano segnali di rafforzamento in diverse filiere industriali, in particolare nei componenti per autoveicoli, nelle batterie e in alcuni beni di consumo durevoli. Questa dinamica suggerisce un progressivo consolidamento degli scambi interni, coerente con le strategie di riorganizzazione delle catene del valore e di rafforzamento dell’integrazione produttiva europea.
La maggiore vivacità degli scambi intra-UE contribuisce a compensare, almeno in parte, la debolezza dell’export verso i mercati extra-UE, riducendo la volatilità complessiva del commercio estero dell’Unione.
Focus sui principali partner commerciali
L’analisi per singolo mercato di destinazione consente di individuare alcune dinamiche rilevanti. Gli scambi con gli Emirati Arabi Uniti mostrano un forte rafforzamento nel 2025, trainato soprattutto dalle esportazioni di aeromobili, componentistica aeronautica, farmaci e beni di lusso, a conferma del ruolo strategico dell’area come hub commerciale. Anche il Canada evidenzia segnali di crescita, sebbene concentrati in comparti specifici come automotive, aeronautica e ICT.
All’interno dell’Europa, il graduale recupero della domanda tedesca sostiene in particolare le esportazioni di farmaci, automotive e componentistica avanzata, mentre la Svizzera si conferma un mercato di riferimento per i prodotti europei ad alto valore aggiunto, con dinamiche particolarmente positive nei farmaci.
Conclusioni
Nel complesso, i segnali di miglioramento osservati nel 2025 indicano una crescente polarizzazione tra settori e mercati più dinamici e altri che restano maggiormente esposti alle incertezze del contesto internazionale.
In questo scenario, la capacità del sistema europeo di rafforzare la diversificazione geografica delle esportazioni, sostenere i comparti a maggiore contenuto tecnologico, valorizzare le filiere interne e gestire in maniera strategica le implicazioni geopolitiche dei mercati globali rappresenterà un elemento cruciale per consolidare la competitività dell’export nei prossimi trimestri.