Commercio mondiale 2025: tra resilienza e nuove sfide

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In una congiuntura internazionale complessa, segnata non solo dal riemergere di spinte protezionistiche ma, più in generale, dal progressivo mutamento del sistema di cooperazione multilaterale, l’aggiornamento del datamart Congiuntura Mondiale di ExportPlanning consente di tracciare un quadro dell’evoluzione del commercio mondiale nel corso dell’anno appena concluso.
Le evidenze più recenti mostrano, infatti, un contesto globale caratterizzato da livelli crescenti e persistenti di incertezza e instabilità geopolitica, che tende ormai ad assumere una dimensione strutturale, con ricadute sempre più rilevanti sulle condizioni operative delle imprese (si veda l’articolo Tra tentata vendita e pianificazione strategica: come la geopolitica può condizionare le decisioni di internazionalizzazione delle imprese).

I segnali più recenti dai dati di commercio estero

Nel contesto appena delineato, gli scambi mondiali di beni hanno mostrato una sostanziale capacità di tenuta nel corso del 2025. La Fig.1 illustra l’andamento delle variazioni tendenziali delle importazioni mondiali mensili di beni a prezzi costanti, quindi al netto degli effetti riconducibili alle dinamiche dei prezzi e dei tassi di cambio. Al fine di restituire una lettura più aderente dell’evoluzione sottostante del commercio globale, il grafico presenta la dinamica degli scambi sia includendo sia escludendo il mercato statunitense.

Fig.1 - Domanda mondiale a prezzi costanti
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: ExportPlanning

Nel complesso, le informazioni più recenti consentono di stimare per il 2025 una crescita del commercio mondiale di beni pari al 5% a pre-consuntivo, al netto della componente statunitense. L’analisi comparata delle due serie mette tuttavia in luce andamenti differenziati, in particolare nel primo trimestre del 2025.
In tale periodo, la domanda mondiale di beni al netto degli Stati Uniti ha registrato una crescita più contenuta. Nel periodo gennaio-marzo, infatti, i flussi straordinari di importazione USA hanno sostenuto in misura rilevante la domanda mondiale, configurandosi come un importante fattore di supporto alla crescita in una fase caratterizzata da elevata incertezza internazionale. Tuttavia, a partire dal secondo trimestre tale effetto si è sostanzialmente esaurito.
Come mostrato in Fig.2, a partire dal secondo trimestre, le importazioni USA hanno dapprima arrestato la crescita e, successivamente, sono entrate in territorio negativo a partire da agosto. Tale andamento riflette, da un lato, una fisiologica fase di normalizzazione e ridimensionamento successiva al marcato accumulo di scorte osservato nei mesi precedenti e, dall’altro, il progressivo consolidamento del quadro tariffario nei confronti dei principali partner commerciali americani.

Fig.2 -Importazioni USA a prezzi costanti
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: ExportPlanning

Se la sostanziale resilienza del commercio mondiale di beni in termini di volumi reali rappresenta un elemento di luce nel quadro congiunturale internazionale, un fattore di ombra emerge dall’analisi delle dinamiche degli scambi in valore, espresse in dollari ed euro. La svalutazione del dollaro, avviatasi già nel corso del 2024 e intensificatasi negli ultimi mesi del 2025, ha determinato una significativa divergenza tra le variazioni del commercio mondiale misurate nelle due valute, influenzando la lettura delle performance nominali degli scambi internazionali.

Fig.3 - Domanda mondiale al netto USA a prezzi correnti Euro vs Dollaro
(variazione tendenziale su dati mensili)

Fonte: ExportPlanning


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Come evidenziato in Fig.3, la dinamica della domanda mondiale, al netto della componente USA, ha mantenuto un’intonazione positiva in termini nominali misurata in dollari per l’intero periodo. La misurazione in euro, invece, mostra una performance notabilmente più debole, riflettendo gli effetti della svalutazione del dollaro. Nel complesso, se in dollari per il 2025 si stima una crescita del commercio mondiale di beni pari a circa il 6.5% a pre-consuntivo, in euro tale valore si riduce al 2%; particolarmente significativo è il fatto che, negli ultimi mesi dell’anno, la variazione in euro sia entrata in territorio negativo.

Questo andamento da un alto conferma l’importanza di analizzare la congiuntura a prezzi costanti, in modo da depurare i dati dagli effetti dei movimenti valutari e dalle variazioni dei prezzi e ottenere una lettura più accurata delle tendenze reali del commercio mondiale. D’altro canto, la significativa divergenza tra valori in dollari ed euro segnala un contesto altamente selettivo per gli esportatori europei.

Conclusioni

L’analisi dei dati di commercio mondiale nel 2025 conferma un quadro caratterizzato da resilienza in termini di volumi, nonostante la persistenza di incertezze geopolitiche e protezionistiche. Tuttavia, le divergenze tra valori in dollari ed euro delineano un contesto altamente selettivo per gli esportatori UE. Le prospettive per il 2026 appaiono inoltre più incerte, sottolineando l’importanza di ricorrere a strumenti di monitoraggio delle condizioni di mercato dei diversi mercati internazionali.


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