Monitoraggio e Pianificazione: lo stato di salute dei maggiori mercati internazionali
Pubblicato da Marzia Moccia. .
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In un contesto internazionale caratterizzato da crescente complessità e dalla progressiva crisi del sistema multilaterale, lo scenario economico globale risulta particolarmente vulnerabile al fenomeno della geopolitical risk exposure. Esso richiede alle imprese un’analisi strategica approfondita finalizzata alla riallocazione delle catene del valore e alla gestione dei mercati di destinazione, con particolare enfasi sul monitoraggio delle dinamiche della domanda, al fine di predisporre risposte operative tempestive e coerenti con le evoluzioni in atto.
Il monitoraggio real-time delle geografie di destinazione assume infatti un ruolo sempre più strategico, in quanto consente di rilevare e interpretare tempestivamente le variazioni nella domanda, supportando decisioni di posizionamento internazionale più flessibili, efficaci e oggettive.
A supporto del monitoraggio, i dati di mercato per area geografica disponibili nel datamart di Congiuntura Mondiale di ExportPlanning consentono di ottenere un quadro dettagliato della domanda globale, aggiornato al IV trimestre 2025, evidenziando lo stato di salute dei principali mercati internazionali. Queste informazioni forniscono strumenti operativi per la pianificazione strategica, il monitoraggio proattivo dei mercati chiave e la definizione di interventi mirati per la riallocazione delle risorse.
Una mappa dei maggiori mercati internazionali
Nell’anno appena concluso, gli scambi mondiali di beni hanno mostrato una sostanziale capacità di tenuta. Nel complesso le pre-stime ExportPlanning indicano una crescita reale della domanda mondiale di beni dell’ordine del 5% nel 2025, che è un risultato che testimonia la complessiva resilienza degli scambi.
Il quadro della domanda dei principali mercati mondiali appare tuttavia differenziato.
La bubble map riportata di seguito posiziona le maggiori economie sulla base dei tassi di variazione a prezzi costanti registrati nei primi nove mesi del 2025 (asse X) e quelli relativi all’ultimo trimestre (asse Y). Questa rappresentazione offre una panoramica sintetica e immediata dei cambiamenti nella domanda per ciascuna geografia, permettendo di individuare rapidamente i pattern evolutivi più recenti.
La bisettrice (evidenziata in giallo) costituisce un riferimento interpretativo chiave: i paesi collocati lungo la bisettrice mostrano una crescita sostanzialmente stabile rispetto alla prima parte dell’anno; quelli al di sotto indicano un rallentamento della dinamica espansiva, mentre quelli al di sopra segnalano un’accelerazione della domanda. La dimensione di ciascuna ball è proporzionale al valore complessivo importato dal paese nel 2025.
Fig.1– Mappa dei maggiori importatori mondiali
(variazione tendenziali a prezzi costanti, gennaio-settembre 2025 vs ott-dic25)
Fonte: ExportPlanning
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La mappa consente di identificare in maniera chiara quattro diversi cluster rilevanti:
1. Mercati che accelerano la crescita (area verde scuro in alto a sinistra)
In questo cluster ritroviamo quei mercati collocati in alto a sinistra del grafico: si tratta di geografie che stanno sperimentando un irrobustimento del proprio ritmo di crescita rispetto ai primi nove mesi del 2025.
Nell’area sono chiaramente distinguibili le geografie nordamericane di Canada e Messico, che si affiancano ai mercati di India e Australia e, soprattutto, alla Germania.
Il rimbalzo del mercato tedesco nel IV trimestre 2025 — successivo a una prima parte dell’anno caratterizzata da una dinamica contenuta — è stato trainato soprattutto dal recupero in atto lungo la filiera automotive, concentrata nei veicoli elettrici e relative componenti.
2. Mercati in crescita (area verde chiaro in alto a destra)
In questo cluster si collocano i mercati posizionati nel quadrante in alto a destra del grafico, sostanzialmente allineati lungo la bisettrice: si tratta di geografie che stanno registrando un ritmo di espansione della domanda dall’estero coerente con la dinamica positiva osservata nei primi nove mesi del 2025.
L’area è composta prevalentemente da economie europee, con una crescita trainata da Spagna, Polonia e Repubblica Ceca; a queste si affiancano le principali economie dell’ASEAN, che confermano un profilo di domanda estera in consolidamento.
3. Mercati in recupero (area in giallo in basso a sinistra)
In questo gruppo si collocano geografie che evidenziano un profilo di recupero della domanda, ma con una dinamica ancora inferiore rispetto al ritmo medio di espansione del commercio mondiale. All’interno del cluster spicca la Cina, la cui performance risente della contrazione delle importazioni di commodity energetiche e di beni agricoli, penalizzate sia dalle misure di ritorsione commerciale adottate in risposta alle azioni tariffarie statunitensi, sia dalla persistente debolezza della domanda interna. In controtendenza si segnalano esclusivamente alcuni comparti a elevato contenuto tecnologico, in particolare la domanda di macchinari per semiconduttori.
Nel medesimo cluster si collocano anche Francia e Corea del Sud, caratterizzate da un profilo di crescita moderato.
4. Mercati in rallentamento (area in rosso in basso a destra)
L’area rossa include le economie il cui ritmo di espansione risulta in netto rallentamento rispetto a un inizio 2025 dinamico. In quest'area si colloca naturalmente il grande mercato USA, a fronte del ritmo di ridimensionamento delle importazioni a seguito dell'anticipo delle scorte della prima parte dell'anno e dell'entrata in vigore delle tariffe generalizzate. Meritano inoltre attenzione i segnali di frenata di Turchia, Brasile e Regno Unito.
Conclusioni
Le prime settimane del 2026 hanno confermato che l’incertezza sistemica e le tensioni tariffarie non rappresentano fenomeni transitori, bensì fattori strutturali di rischio per l’economia globale. L’intensificarsi delle minacce tariffarie da parte degli Stati Uniti, motivate non solo da considerazioni economiche ma anche da obiettivi di natura (geo)politica, continuerà a influenzare le aspettative di crescita e le decisioni di investimento nel corso dell’anno.
L’interazione tra scelte di politica estera e dinamiche commerciali si configura come una variabile determinante del quadro macroeconomico 2026, con implicazioni rilevanti per le strategie di crescita delle imprese, la pianificazione degli investimenti e la stabilità delle catene globali del valore.
Il monitoraggio continuo delle geografie della domanda diventa una condizione imprescindibile per anticipare i mutamenti in atto e orientare decisioni strategiche fondate su evidenze aggiornate. Le condizioni di salute dei mercati — misurate in questa analisi — assumono il ruolo di bussola strategica, permettendo di individuare tempestivamente segnali di accelerazione, rallentamento o inversione del ciclo.
Una lettura strutturata di tali indicatori consente alle imprese di calibrare con maggiore precisione le scelte di posizionamento competitivo, modulare l’intensità degli investimenti commerciali e produttivi e ridefinire le priorità geografiche in funzione delle opportunità effettive. In quest’ottica, la conoscenza puntuale dello “stato di salute” dei mercati non rappresenta solo un esercizio descrittivo, ma diventa uno strumento operativo per orientare la riallocazione delle risorse, rafforzare la capacità di adattamento organizzativo e integrare la diversificazione geografica come pilastro della competitività internazionale in un contesto di elevata incertezza.
Il monitoraggio della congiuntura e delle opportunità offerte dai mercati internazionali è uno dei temi di specializzazione ExportPlanning, grazie all'ampio Sistema Informativo che include oltre 5000 prodotti e più di 150 paesi.
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