Il generalizzato calo dell'export dei territori italiani nel 1° semestre 2020

Solamente 13 province registrano andamenti positivi nei primi 6 mesi dell'anno

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I dati territoriali del secondo trimestre 2020, pubblicati la scorsa settimana dall'ISTAT, hanno certificato le pressoché generalizzate flessioni dell'export.
Nel primo semestre 2020 il calo tendenziale delle esportazioni (complessivamente pari al -15.3% su base nazionale) ha coinvolto circa l'88% delle province italiane (con appena 13 province in positiva controtendenza), riflettendo gli effetti della fase più acuta dell’emergenza sanitaria.

Export delle province italiane: variazioni tendenziali Gennaio-Giugno 2020
(euro correnti)

Esportazioni delle province italiane 1° Semestre 2020 (var. % tendenziali in euro)
Fonte: ExportPlanning - tool Exportpedia
ATTENZIONE: le variazioni relative alle province della Sardegna non devono essere considerate, in quanto dal 1° trimestre 2018 viene recepito il nuovo assetto regionale stabilito dalla Legge regionale n. 2/2016 e successiva delibera della Giunta regionale n. 23/5 del 20 aprile 2016.


La quasi totalità delle regioni italiane ha registrato contrazioni superiori alle due cifre, in particolar modo le regioni maggiormente export-oriented della penisola.

Gli effetti dell'emergenza sanitaria chiaramente visibili sui territori di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna...

Al Nord si segnalano i maggiori "rossi" nei valori di esportazione del primo semestre 2020, con il 94% delle province in calo nei valori tendenziali in euro.
In particolare, tutte le province lombarde, piemontesi ed emiliano-romagnole registrano andamenti cedenti del proprio export, con i maggiori contraccolpi nei valori assoluti per Milano (-3.2 miliardi di euro rispetto al corrispondente semestre 2019), Torino (-2 miliardi €), Brescia (-1.5 miliardi €), Vicenza (-1.4 miliardi €), Bergamo (-1.4 miliardi €) e Treviso (-1.1 miliardi €), Alessandria, Reggio Emilia, Modena e Bologna; riduzioni significative - benché inferiori al miliardo di euro - anche per Padova, Mantova, Cuneo, Udine, Monza-Brianza, Verona, Belluno, Varese.
Gli unici casi in positiva controtendenza nei valori di export del primo semestre sono quelli di Rovigo (grazie alla performance del settore chimico-farmaceutico), Genova e Trieste.

..mentre al Centro-Sud le performance appaiono relativamente meno penalizzanti.

Pur con una netta predominanza di performance in calo, nei territori del Centro Italia e del Mezzogiorno si segnala una maggiore eterogeneità dei risultati di esportazione.
In particolare, tra le province in positiva controtendenza vanno evidenziati i casi di Arezzo (con valori di export in crescita di 671 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019), Ascoli Piceno (+208 milioni €) e L'Aquila (+181 milioni €), Caltanisetta, Campobasso; segnali moderamente positivi anche per le vendite all'estero delle province di Siena, Matera e Ragusa.
Vanno peraltro rilevate le cadute - dopo precedenti performance in molti casi particolarmente positive - dell'export di Firenze (fortemente penalizzato dal crollo delle vendite di sistema moda), Roma, Chieti, Potenza, Frosinone, Massa-Carrara e Ancona.

Per un bilancio compiuto dell'anno
decisivi i dati del trimestre in corso.

I dati relativi al terzo trimestre (luglio-settembre) potranno consentire di capire la profondità della crisi sperimentata dalle esportazioni dei territori italiani; i segnali provenienti dal commercio estero dei paesi UE (e disponibili, con le pre-stime a settembre 2020, nel datamart ExportPlanning) appaiono incoraggianti, con un "rimbalzo" degli scambi nel terzo trimestre dell'anno.