Le diffuse performance di crescita del settore farmaceutico italiano nel 2020

I casi delle performance delle province di Firenze, Parma e L'Aquila

.

Sistema salute Mercati esteri Marketing internazionale Made in Italy Internazionalizzazione Export territoriale Data visualization Pharma e Medicale

Log in to use the pretty print function and embed function.
Aren't you signed up yet? Log in!

Come noto a tutti, la crisi mondiale dovuta alla pandemia del virus COVID-19 ha colpito moltissimi settori del nostro Paese intaccando in modo significativo l’economia nazionale. Tuttavia, anche in un contesto particolarmente difficile, nel 2020 non sono mancate performance di settori in positiva controtendenza nei valori di esportazione1.

In particolare, segnaliamo il caso del settore farmaceutico, che nei primi 9 mesi del 2020 ha registrato un aumento tendenziale delle esportazioni a livello italiano prossimo al +10% nei valori in euro (in linea con la dinamica media della domanda mondiale del settore).
A consuntivo d’anno, si stima il raggiungimento di un nuovo punto di massimo (32.4 miliardi di euro) dell’export settoriale italiano, con ottime previsioni future (+11% medio annuo nel quadriennio 2021-2024).

Attraverso la sezione Exportpedia di ExportPlanning è possibile documentare l'elevata diffusione della crescita delle esportazioni a livello di territori italiani nel corso del 2020 (primi 9 mesi).

Mappa territoriale delle esportazioni di Farmaci nel periodo gennaio-settembre 2020: var. % in euro
Export Farma Gen-Set2020: var%
Fonte: Exportpedia-ExportPlanning

Segnaliamo in particolare 3 casi di successo territoriali che si sono distinti su tutto il territorio nazionale per l’ottima performance esportativa di prodotti farmaceutici: le province di Firenze, Parma e L'Aquila.

FIRENZE

Nel corso del 2020 (primi 9 mesi) le esportazioni di farmaceutica della provincia di Firenze hanno registrato un incremento significativo, passando da valori di poco inferiori ai 2.1 miliardi di euro nel 2019 a 2.7 miliardi di euro nel 2020 (primi 9 mesi).

Firenze, quarta provincia italiana per esportazioni di farmaci; vede la presenza sul proprio territorio di eccellenze nel campo della produzione e distribuzione di farmaci di diverso tipo, costituendo un polo produttivo d’avanguardia, con un alto grado di automatizzazione e digitalizzazione che fa della sostenibilità ambientale un obiettivo imprescindibile.
Tutto ciò va aggiunto ad una nuova e innovativa soluzione: la Pharma Valley toscana. Essa rappresenta la prima piattaforma logistica italiana dedicata al settore della Farmaceutica, una realtà altamente tecnologica nata dalle necessità del comparto toscano; oltre alla regione toscana si rivolge a tutte le imprese del centro Italia per migliorare la rete, ridurre i costi di trasporto e migliorare la logistica per l’import e l’export di farmaci e di materie prime.

La performance di crescita sul mercato francese

La performance di crescita più significativa dell’export fiorentino di farmaceutica è riconducibile al mercato francese, con un incremento cumulato annuo di ben 600 milioni di euro (+154%). Firenze ha così rafforzato il proprio ruolo di prima provincia italiana per valore di esportazione di farmaci. Diverse aziende farmaceutiche fiorentine hanno infatti centri di distribuzione e diagnosi di laboratorio in Francia, che rendono la relazione tra le imprese fiorentine e il mercato francese particolarmente intensa.

PARMA

La provincia di Parma, dopo aver superato il miliardo di euro di esportazioni di farmaceutica nel 2019, ha segnato nei primi 9 mesi del 2020 un incremento cumulato prossimo al 50%, per un controvalore di quasi 1.4 miliardi di euro su base annua. Nei primi 9 mesi dell'anno i migliori risultati in termini di crescita dell'export del territorio si evidenziano verso il Nord America (in particolare Stati Uniti), verso il mercato europeo (Francia, Belgio, Regno Unito, Spagna e Portogallo), e verso quello asiatico (Cina e India).

Tale sviluppo si è realizzato grazie ad aree e distretti interamente specializzati, con strutture di ricerca e sviluppo efficienti, realizzando prodotti che vengono facilmente richiesti all’estero. Il Dipartimento farmaceutico interaziendale dipende dalle Direzioni sanitarie dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell'Azienda Usl, e da strutture farmaceutiche semplici e complesse afferenti ad unità operative oncologiche, di farmacovigilanza e di dispositivi medici. Il settore della chimica-farmaceutica è cresciuto notevolmente grazie anche alla presenza di importanti aziende attive nell’ambito respiratorio e immunologico che sono riuscite a rispondere all’importante aumento della domanda mondiale di tali prodotti.
Sul territorio vengono infatti prodotti medicinali solidi, come compresse e polveri secche per inalatori; soluzioni e sospensioni per inalazioni, sia pressurizzate, sia confezionate in fiale monodose sterili; flaconcini di sospensione sterile per somministrazione endotracheale; forme liquide come gocce, sciroppi e spray nasali ecc.

L'exploit sul mercato USA

Tutto ciò ha portato a un’impennata dell'export del settore, prevalentemente su suolo statunitense. Sono proprio gli Stati Uniti, infatti, ad essere i primi importatori di prodotti farmaceutici registrando valori pari a oltre i 100 miliardi di euro in importazione. Le performance di crescita offrono una grande opportunità sia per le aziende nuove e/o più consolidate per inserirsi e affermarsi nei mercati esteri con prodotti farmaceutici all’avanguardia, sia per i lavoratori e professionisti del settore alla ricerca di un’occupazione e/o accordi commerciali.

L'AQUILA

La provincia dell’Aquila ha anch’essa registrato nei primi 9 mesi del 2020 un netto incremento delle esportazioni di prodotti farmaceutici (+128.1% rispetto al corrispondente periodo 2019), passando dai 214.7 milioni di euro del 2019 a 420.4 milioni di euro su base annua.

Il capoluogo abruzzese risulta essere meta per alcune delle aziende italiane e internazionali più produttive e consolidate del settore farmaceutico. Alcune realtà aziendali hanno infatti deciso di allocare su tale territorio il proprio polo produttivo, occupando superfici notevoli e ospitando laboratori di ricerca e produzione di farmaci di sintesi e biotecnologici, il magazzino, le utility e gli uffici amministrativi. Le imprese attive nella provincia hanno investito nel tempo sul fronte tecnologico, della sicurezza e dell’ambiente, diventando una realtà di riferimento nella produzione biofarmaceutica.
Altre realtà hanno invece creato siti produttivi altamente automatizzati, definiti Fully Integrate Factory per i sistemi di gestione e i processi integrati a livello operativo, siti strategici a livello mondiale per la produzione e il confezionamento di prodotti farmaceutici.

USA mercato trainante anche per l'export farmaceutico aquilano

L’Aquila è la 7° provincia italiana per esportazioni di farmaci verso gli Stati Uniti d’America. Nei primi 9 mesi del 2020 l’export di farmaci dalla provincia dell’Aquila verso gli Stati Uniti d’America ha sperimentato un vero e proprio boom (+313.2%), con un incremento di 222 milioni di euro rispetto al 2019.

Conclusioni

L'industria farmaceutica italiana segnala da tempo elevate performance di crescita, confermatesi anche nel corso del 2020. Soprattutto, si rileva l'elevata diffusione territoriale di "centri di competenza" in grado di posizionarsi con successo a livello internazionale, anche nel caso di mercati molto sfidanti come quello statunitense.


(1) Si vedano alcuni di questi casi nel video ExportPlanning.