Relazioni commerciali italo-russe: stato attuale e prospettive

I dati sui flussi di commercio estero mostrano che l’interscambio con la Russia non ha ancora recuperato i valori precedenti all’invasione della Crimea avvenuta nel 2014

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Made in Italy Incertezza Guerra commerciale Export Italia

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La rapida escalation delle tensioni diplomatiche tra Russia e Ucraina, a cui si è assistito negli ultimi giorni, ha fortemente aumentato il quadro dei rischi internazionali, imponendo costi umani ed economici molto significativi.
L’avvio delle operazioni militari da parte delle forze russe sul territorio ucraino ha portato all’approvazione di un massiccio pacchetto di sanzioni da parte dei paesi occidentali, volto a ridimensionare enormemente l’integrazione economica e geopolitica tra le due aree.
In particolare, unendosi alla condanna unanime dell’azione russa da parte della comunità internazionale, l’Unione Europea ha deciso di imporre diverse misure restrittive nei confronti di Mosca, prima tra tutte l’esclusione di diverse banche del Paese dal sistema SWIFT (l’insieme del sistema circolatorio delle transazioni commerciali internazionali), allo scopo di danneggiare la capacità del Paese di operare a livello globale.
Alla luce di tali sviluppi, è dunque utile riflettere sullo stato attuale delle relazioni commerciali italo-russe, analizzando l’andamento complessivo dell'interscambio Italia-Russia attraverso l’utilizzo delle informazioni sui flussi di commercio mondiale della piattaforma ExportPlanning.

Sulla base delle stime più recenti, nel 2021 l’interscambio complessivo tra Italia e Russia è ammontato a circa 21.6 miliardi di euro, per un valore complessivo di export italiano verso Mosca pari a poco più di 7.5 miliardi di euro.
L’aspetto tuttavia più rilevante è che le nuove sanzioni vanno a colpire un valore di interscambio complessivo in forte ridimensionamento già a partire dal 2014, anno dell'entrata in vigore delle prime sanzioni UE e del conseguente embargo russo.
I grafici che seguono permettono di evidenziare quanto descritto, mettondo a confronto la dinamica dell’interscambio italiano ed europeo con la Russia. I valori di import ed export sono stati riportati a 100 per il secondo trimestre del 2014, periodo nel quale sono iniziate le ritorsioni commerciali a seguito dell’invasione russa in Crimea.


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Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

Come è possibile osservare, le sanzioni imposte dai paesi UE nel 2014, ed il successivo embargo voluto da Putin che ha colpito diversi prodotti agroalimentari europei, hanno avuto un impatto significativo sull’interscambio. Ad essere stato ridimensionato è stato soprattuttol'export delle imprese europee e italiane verso la Russia, che non hanno mai recuperato i livelli pre-2014.
In particolare, per le imprese del Belpaese, la Russia è passata dall’essere l’ottavo paese di destinazione del made in Italy ad occupare, oggi, la quattordicesima posizione, rappresentando poco più dell'1.5% dell'export italiano.

Cosa esporta l’Italia in Russia?

I dati testimoniano il calo dell’export italiano a partire dal 2014. Ma quali sono i prodotti che sono crollati di più?
Nel grafico che segue, sono riportati i prodotti che hanno incontrato il calo maggiore degli acquisti da parte dei russi durante il periodo considerato. Si tratta principalmente di alcuni manufatti appartenenti alla categoria dei beni di consumo, come le calzature (-370 milioni di euro rispetto al 2013), l’abbigliamento esterno (-352 milioni), e gli elementi d’arredo per la casa (-304 milioni). In netta diminuzione anche l’export di veicoli per trasporto merci (-220 milioni), e di aerei (-161 milioni), nonché di vari macchinari come le macchine alimentari (-113 milioni) e le macchine movimento terra (-92 milioni).


Fig.3 - Prodotti esportati in Russia, valori in Euro

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning.

Complessivamente, la rassegna delle perdite registrate dalle imprese italiane, a seguito delle sanzioni del 2014, restituisce un quadro di una domanda interna russa che ha subìto una sensibile riduzione del potere d’acquisto, a fronte della significativa fiaccata imposta alla crescita economica del Paese.
Sebbene le esportazioni italiane verso la Russia si attestino complessivamente su livelli più bassi rispetto a quelli registrati nella prima metà dello scorso decennio, sono ancora oggi i settori della moda e del design a risultare quelli maggiormente esposti al nuovo round di sanzioni, poiché rappresentano ancora i prodotti maggiormente esportati dalle imprese italiane sul mercato (si veda il grafico che segue).


A questi si aggiungono il comparto dei farmaci, che nel 2021 ha fatto registrare un valore di vendite pari a 203 milioni di euro, delle bevande alcoliche (200 milioni), delle valvole e rubinetteria (180 milioni) e dei prodotti derivanti dalle materie plastiche, come lastre, tubi e profilati (148 milioni).

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Conclusioni

A circa una settimana dall’avvio delle operazioni militari in Ucraina, la Russia sta affrontando grandi difficoltà nella tenuta delle proprie attività economiche, come dimostra il drammatico deprezzamento del rublo dei giorni più recenti.

Fig.5- Tasso di cambio effettivo del Rublo


Il conflitto militare in Ucraina avrà, con ogni probabilità, pesanti ripercussioni umane ed economiche, a fronte di un aumento della rischiosità per le imprese italiane di fare affari con il mercato russo. Oltre alla ridotta capacità della Russia di operare all'interno dei sistemi internazionali e un ridimensionamento dell'integrazione finanziaria del Paese, il fenomeno di lungo periodo da tenere in maggiore considerazione è la significativa contrazione del potere di acquisto della popolazione, a cui si è già assistito a partire dal 2014. Tuttavia, è opportuno sottolineare come, sul mero fronte dell'export italiano, le nuove sanzioni insistono su valori di export in progressivo disaccoppiamento, per un impatto complessivo che potrebbe profilarsi come modesto.