Focus Sud-Est asiatico: crisi Covid e peso filippino

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Analizzando l’andamento del cambio delle principali valute verso il dollaro nel corso del 2020, emergono alcuni elementi di sorpresa. Infatti, se la valuta che ha mostrato il maggiore apprezzamento nei confronti del biglietto verde dall’inizio del 2020 è il franco svizzero (+2.3%), naturale in un contesto di crisi come quello attuale in quanto valuta rifugio, un’altra valuta che – più inaspettatamente - segnala un apprezzamento è il peso filippino (+1.5%): il peso risulta una delle poche valute ad aver registrato un apprezzamento superiore all’1% rispetto al dollaro nel 2020.

Tasso di cambio peso filippino verso il dollaro

Come si può notare dal grafico, il deprezzamento della valuta nel periodo di massima volatilità sui mercati dovuta all’esplosione della pandemia è stato relativamente limitato: il peso ha perso poco più del 2% del suo valore rispetto al dollaro nel periodo centrale di marzo, per poi recuperare in breve e segnare un rafforzamento negli ultimi mesi. In particolare, dall’inizio di giugno il peso si è rafforzato dello 0.7% rispetto al dollaro, trend che risulta in linea con quello di altre valute dell’area sud-est asiatica, che a loro volta si stanno riprendendo dagli effetti del Coronavirus: nel mese di giugno il baht thailandese ha recuperato 2.3 punti percentuali rispetto al dollaro, il ringgit malese lo 0.9% del suo valore.

Focalizzandoci sul caso del peso filippino, secondo gli analisti sono diversi i fattori che possono aver sostenuto la valuta in questo periodo:

  • contesto generale di miglioramento del risk sentiment;
  • recenti flussi di capitali legati a finanziamenti del governo dall’estero, secondo quando riportato da ING;
  • presenza di un adeguato ammontare di riserve di valuta estera (quasi 74 miliardi di dollari ad aprile);
  • volontà della banca centrale di mantenere tassi d’interesse reali positivi, che costituisce un elemento di attrattività per i capitali esteri e di conseguenza di sostegno per il peso;
  • riduzione del deficit delle partite correnti ad aprile, a causa della contrazione del commercio estero relativa alla pandemia.

L’azione della banca centrale

Focalizzandoci sul tema della politica monetaria, nella giornata di ieri il Bangko Sentral ng Pilipinas (BSP) ha tagliato il tasso d’interesse di riferimento per sostenere l’economia nella fase post-Covid, mitigare i rischi al ribasso per la crescita e supportare la fiducia dei mercati. Il tasso è stato ridotto di 50 punti base al 2.25%, portando la riduzione complessiva dall’inizio dell’anno a 175 punti base. Sembra però che questo possa essere l’ultimo taglio dei tassi d’interesse per il 2020, proprio perché il governatore della banca centrale sembra intenzionato a mantenere tassi d’interesse reali positivi.
Il supporto della banca centrale è ritenuto necessario perché l’incertezza risulta ancora elevata in merito alla crisi sanitaria e alle sue conseguenze economiche. Infatti, benché le attività economiche stiano ripartendo nel paese da inizio giugno, dopo 2 mesi e mezzi di lockdown, i contagi risultano in fase ascendente, anche se su valori molto inferiori rispetto ai paesi più colpiti.

Filippine: Casi giornalieri confermati Covid-19, 24 giugno 2020

Fonte: Covid19Lab.
Filippine: Casi giornalieri confermati Covid-19


La bilancia commerciale

Per quanto riguarda invece il tema della bilancia commerciale, l’economia filippina tendenzialmente presenta un deficit dal punto di vista del saldo merci, che tende a compensare col saldo dei servizi e le rimesse dei lavoratori all’estero, che risultano particolarmente numerosi.

Filippine: Saldo partite correnti

Filippine: Saldo partite correnti

Nel mese di aprile, la contrazione del commercio mondiale causata dalla pandemia non ha risparmiato le Filippine. Il paese ha visto diminuire notevolmente il proprio deficit del saldo merci (da 2.4 miliardi di dollari a marzo 2020 a 499 milioni ad aprile) a causa di una contrazione dell’import (-65.3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) ancora più severa di quella registrata dall’export (-50.8%). Dato che la presenza di un deficit della bilancia commerciale pone pressione sulla valuta, la riduzione del deficit può averla, al contrario, supportata.

Le prospettive per il peso

Secondo la maggior parte degli analisti, lo scenario previsto per il peso non è quello di mantenere un trend di significativo rafforzamento. Per l’economia si prospettano innanzitutto le difficoltà legate alla ripresa economica in seguito alla crisi Covid, come sta accadendo nel resto del mondo: nel I trimestre dell’anno il PIL filippino ha segnato una lieve contrazione dello 0.2% rispetto allo stesso periodo del 2019, la prima dal 1998. Nel complesso del 2020 l’IMF prevede, però, una contrazione di 3.6%, fortemente rivista al ribasso rispetto nell’Update al WEO di giugno rispetto alla pubblicazione di aprile 2020.
A tale fattore si aggiunge, nel caso specifico delle Filippine, l’elemento di rischio della riduzione prevista delle rimesse dall’estero nel 2020, data la situazione di crescente disoccupazione nei vari paesi del mondo a causa della crisi sanitaria. Storicamente le rimesse nelle Filippine non soltanto sostengono il potere d’acquisto della popolazione, ma anche il saldo delle partite correnti in quanto importante fonte di valuta estera. La loro riduzione potrebbe quindi porre pressione sul peso.