Italia-Brasile: la missione del Sistema Paese accende i riflettori sullo stato degli scambi bilaterali

La missione imprenditoriale italiana in Brasile di questi giorni riporta l’attenzione su un mercato che occupa una posizione particolare nella proiezione internazionale del Sistema Paese

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La missione imprenditoriale italiana in Brasile di questi giorni riporta l’attenzione su un mercato che occupa una posizione particolare nella proiezione internazionale del Sistema Paese, in un momento significativo per gli scambi con l’America Latina. Dallo scorso 1° maggio è infatti in applicazione provvisoria l’Accordo interinale sugli scambi tra Unione Europea e Mercosur, che ha avviato un processo di progressiva riduzione delle barriere commerciali con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.

Il Brasile rappresenta già uno dei principali mercati di riferimento per le imprese italiane in America Latina, ma il nuovo quadro commerciale può aprire ulteriori spazi per il Made in Italy, soprattutto nei comparti finora maggiormente penalizzati dalle barriere tariffarie (si veda l’articolo Accordo UE–Mercosur: il nuovo quadro tariffario per le imprese italiane).

A pochi mesi dall’avvio dell’accordo, è dunque già possibile cogliere qualche primo segnale di cambiamento nella geografia delle importazioni brasiliane?

Prima di guardare alle dinamiche più recenti, è utile partire dalla struttura degli scambi che caratterizzava i rapporti tra Italia e Brasile alla vigilia dell’entrata in applicazione dell’accordo UE-Mercosur. La tabella seguente riporta i principali settori di specializzazione dell’export italiano verso il mercato brasiliano, ordinati in base al valore delle importazioni del Brasile dall’Italia nel 2025, affiancando ai valori commerciali il tasso medio annuo di crescita (CAGR) registrato nel biennio 2023-2025.

Tab. 1 - Principali settori di import brasiliano dall'Italia

Settore Import dall’Italia 2025 (milioni €) CAGR 2023-2025 Quota di mercato 2025
Farmaci75714.1%5.7%
Parti ed accessori non elettrici per autoveicoli281-2.9%3.7%
Motori e telai per autoveicoli26031.1%13.0%
Cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione192-0.9%6.0%
Prodotti farmaceutici di base158-4.7%4.1%
Parti di motori14041.2%7.6%
Motori ed altre componenti per aerei13439.5%1.2%
Altre macchine per impieghi speciali13110.6%10.3%
Macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio11933.4%26.9%
Parti di macchine per l'industria leggera1153.8%7.6%
Prodotti chimici per l'industria1155.9%5.6%
Carrozzerie, parti di carrozzerie e rimorchi1106.3%6.9%
Lastre, fogli, tubi e profilati in materie plastiche1076.4%3.8%
Materie plastiche in forme primarie1051.8%1.6%
Parti di macchine agricole e movimento terra100-0.4%7.3%
Altro3 6715.2%1.9%
TOTALE6 4977.4%2.5%

Nel 2025 le importazioni brasiliane dall’Italia hanno sfiorato i 6.5 miliardi di euro, dopo essere cresciute a un ritmo medio annuo del 7.4% nel biennio 2023-2025. Una presenza che, nel complesso, vale il 2.5% delle importazioni totali del Brasile, ma che in alcuni comparti raggiunge quote di mercato decisamente più elevate.

A guidare la graduatoria è il comparto farmaceutico: con 757 milioni di euro di importazioni nel 2025, i farmaci rappresentano di gran lunga la principale voce dell’import brasiliano dall’Italia e mostrano una dinamica particolarmente favorevole, con un CAGR del 14.1% negli ultimi due anni.

Accanto alla farmaceutica, tra le dinamiche più sostenute spicca in particolare la componentistica destinata ai mezzi di trasporto. Nel comparto automotive, le importazioni brasiliane dall’Italia di parti di motori sono cresciute a un ritmo medio annuo del 41.2% tra 2023 e 2025, portando la quota italiana al 7.6% del mercato.

Ancora più significativo il posizionamento nei motori e telai per autoveicoli: con 260 milioni di euro di importazioni nel 2025 e un CAGR del 31.1%, l’Italia arriva a coprire il 13% della domanda brasiliana di importazione del comparto. In forte espansione anche gli acquisti di motori e altre componenti per aerei (+39.5% medio annuo), sebbene in questo caso la quota italiana sia ancora contenuta. Più eterogeneo l’andamento delle altre componenti della filiera dei trasporti. Le parti e accessori non elettrici per autoveicoli, pur rappresentando una delle principali voci dell’import dall’Italia con 281 milioni di euro nel 2025, hanno registrato una lieve contrazione nel biennio 2023-202; positiva, invece, la dinamica di carrozzerie, parti di carrozzerie e rimorchi.

È tuttavia nel comparto dei macchinari che emergono alcuni dei segnali più interessanti in termini di specializzazione italiana. Le macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio hanno registrato una crescita media annua del 33.4% tra 2023 e 2025, raggiungendo 119 milioni di euro. Soprattutto, l’Italia arriva a coprire ben il 26.9% delle importazioni brasiliane del comparto, una quota nettamente superiore al 2.5% detenuto sul complesso delle importazioni del Paese.
Un posizionamento rilevante emerge anche nelle altre macchine per impieghi speciali, cresciute del 10.6% medio annuo, con una quota italiana del 10.3%, e nelle parti di macchine per l’industria leggera.

Nel complesso, i dati evidenziano quindi una presenza italiana sul mercato brasiliano fortemente concentrata nei segmenti a maggiore contenuto manifatturiero e tecnologico. Proprio questi settori costituiscono quindi un osservatorio privilegiato per verificare se, con le nuove condizioni di accesso introdotte dall’accordo UE-Mercosur, il posizionamento competitivo italiano sul mercato brasiliano stia iniziando a rafforzarsi ulteriormente.

Tab. 2 - Principali settori di import brasiliano dall'Italia: aumenti 2026

Descrizione Var.% tendenziale Gen-Apr 2026 Var.% tendenziale Mag-Lug 2026
Farmaci15.866.3
Parti ed accessori non elettrici per autoveicoli-24.2-13.5
Motori e telai per autoveicoli-20.0-35.0
Cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione-7.7-1.8
Prodotti farmaceutici di base-13.6-13.7
Parti di motori-25.1-7.2
Motori ed altre componenti per aerei-61.5-46.1
Altre macchine per impieghi speciali-46.1-40.4
Macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio-27.2-29.8
Parti di macchine per l'industria leggera-0.5-4.3
Prodotti chimici per l'industria-1.81.6
Carrozzerie, parti di carrozzerie e rimorchi-32.5-13.6
Lastre, fogli, tubi e profilati in materie plastiche-22.4-4.8
Materie plastiche in forme primarie-21.619.1
Parti di macchine agricole e movimento terra-1.029.3
Altro-9.57.1
TOTALE-8.58.1

Guardando ai dati più recenti, relativi ai primi sette mesi dell'anno, emerge un netto cambio di passo delle importazioni brasiliane dall’Italia a partire dal mese di maggio, mese di entrata in vigore dell'accordo commerciale UE-Mercosur.
In particolare, dopo una contrazione dell’8.5% su base tendenziale nel periodo gennaio-aprile 2026, tra maggio e luglio gli acquisti di prodotti italiani da parte del Brasile sono tornati a crescere, registrando un incremento dell’8.1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il profilo degli scambi suggerisce quindi una possibile componente di attesa da parte degli operatori. In vista dell’entrata in applicazione dell’accordo e delle prime riduzioni tariffarie, una parte delle imprese potrebbe infatti aver posticipato acquisti e spedizioni ai mesi successivi al 1° maggio, contribuendo alla debolezza osservata tra gennaio e aprile e al successivo rimbalzo.

Il miglioramento non appare tuttavia uniforme tra i diversi comparti. A trainare la crescita è innanzitutto ancora la farmaceutica: le importazioni brasiliane di farmaci dall’Italia, già in aumento del 15.8% nei primi quattro mesi dell’anno, hanno accelerato fino al +66.3% nel periodo maggio-luglio. Un andamento che rafforza ulteriormente il ruolo del comparto, già prima voce dell’export italiano verso il mercato brasiliano.

Segnali di miglioramento emergono anche all’interno della componentistica per i mezzi di trasporto, ma in un quadro che rimane ancora prevalentemente negativo.

Particolarmente articolato anche il quadro della meccanica e dei beni intermedi. Le altre macchine per impieghi speciali rimangono in forte contrazione, così come le macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio, nonostante si tratti di uno dei comparti in cui l’Italia presenta una delle maggiori specializzazioni sul mercato brasiliano.
Al contrario, le parti di macchine agricole e movimento terra mostrano una netta inversione di tendenza, passando dal -1% dei primi quattro mesi al +29.3% nel periodo maggio-luglio.

Nel complesso, i primi tre mesi successivi all’avvio dell’accordo mostrano dunque un recupero significativo delle importazioni brasiliane dall’Italia, ma con dinamiche settoriali molto differenziate. Il passaggio dal -8.5% al +8.1% è coerente sia con un possibile recupero di flussi rinviati in attesa delle nuove condizioni tariffarie, sia con l’emergere dei primi benefici del nuovo quadro commerciale.

Conclusioni

La fotografia che emerge dai primi mesi del 2026 suggerisce che le relazioni commerciali tra Italia e Brasile siano entrate in una fase particolarmente interessante. L’Italia parte da una presenza già consolidata, soprattutto nei comparti della farmaceutica, della componentistica per i mezzi di trasporto e della meccanica strumentale, con alcune nicchie nelle quali detiene quote significative delle importazioni brasiliane.

In questo quadro, il cambio di passo osservato a partire dal 1° maggio rappresenta un primo elemento di interesse da monitorare. Il passaggio da una flessione dell’8.5% delle importazioni brasiliane dall’Italia nel periodo gennaio-aprile a una crescita dell’8.1% tra maggio e luglio coincide infatti con l’avvio dell’applicazione dell’accordo UE-Mercosur.
Sarebbe tuttavia prematuro parlare di un vero e proprio “effetto Mercosur”. Tre mesi rappresentano un orizzonte temporale ancora troppo breve per isolare l’impatto dell’accordo da altri fattori congiunturali, mentre le dinamiche settoriali restano fortemente eterogenee. Una verifica più significativa potrà arrivare nel medio periodo, quando sarà possibile valutare se l’Italia e, più in generale, l’Unione Europea riusciranno a crescere sul mercato brasiliano a un ritmo superiore rispetto agli altri principali Paesi fornitori, traducendo le migliori condizioni di accesso al mercato in guadagni strutturali di quota e in un rafforzamento della propria posizione competitiva.

In questa prospettiva, la gradualità del processo di liberalizzazione non deve essere interpretata come un elemento che riduce la rilevanza strategica dell’accordo. Al contrario, essa definisce un orizzonte temporale entro il quale le imprese possono posizionarsi progressivamente, consolidare le relazioni commerciali e rafforzare la propria presenza sul mercato. La presenza di concorrenti già attivi o pronti a cogliere le opportunità offerte dall’apertura dei mercati del Mercosur rende infatti cruciale muoversi con anticipo: il presidio delle relazioni con clienti, distributori e partner locali e la costruzione di quote di mercato possono diventare fattori determinanti per beneficiare pienamente della liberalizzazione, anche nei settori in cui la riduzione dei dazi sarà completata soltanto nel corso dei prossimi anni.