Export dei territori italiani: quadro di recupero generalizzato rispetto al pre-crisi

Nel 3° trimestre 2021, oltre 3 province su 4 mostrano valori delle esportazioni superiori al corrispondente periodo 2019

.

Made in Italy Internazionalizzazione Export territoriale Export Italia

Log in to use the pretty print function and embed function.
Aren't you signed up yet? Log in!

Oltre 3 province su 4 mostrano valori delle esportazioni superiori a quelli pre-pandemici, a testimonianza di un quadro di recupero che appare generalizzato a livello territoriale

Nel terzo trimestre dell’anno crescita tendenziale delle esportazioni italiane del 13.4%, in leggera attenuazione rispetto ai trimestri precedenti (+24.2% nel primo semestre dell’anno), complice anche l’effetto scala dei mesi centrali del 2020, in corrispondenza degli effetti recessivi del great lockdown. Il recupero rispetto ai livelli pre-crisi è ormai acclarato: nel terzo trimestre dell’anno i valori di esportazione dei territori italiani si sono attestati su livelli di oltre il 9% superiore a quelli pre-pandemici (3° trimestre 2019), con oltre il 78 per cento delle province a mostrare valori superiori.

A livello geografico, è ancora una volta il Nord Est a mostrare le maggiori capacità di ripartenza nel terzo trimestre 2021, con quasi il 96 per cento dei territori che si collocano su valori di export superiori a quelli del corrispondente periodo 2019.
Anche nel Nord Ovest la quota di province in significativo rilancio appare decisamente maggioritaria, con l’88 per cento dei territori che registrano valori esportati superiori ai livelli pre-pandemici.
Situazione complessivamente positiva pure per il Centro–Sud della penisola, dove la maggioranza delle ripartizioni territoriali ha pienamente recuperato i livelli 2019, anche se le quote appaiono relativamente più contenute: 73 per cento al Centro Italia e 66 per cento nel Mezzogiorno.


Sei interessato a ricevere una selezione delle più rilevanti news della settimana sul commercio estero? Iscriviti gratis a World Business Newsletter!

Vai agli ultimi numeri della World Business Newsletter

Export delle province italiane: confronto ultimi 4 trimestri vs 2019
Tassi di variazione in euro

Esportazioni delle province italiane rispetto al 2019 (var. % tendenziali in euro)
Fonte: ExportPlanning - tool Exportpedia
ATTENZIONE: le variazioni relative alle province della Sardegna non devono essere considerate, in quanto dal 1° trimestre 2018 viene recepito il nuovo assetto regionale stabilito dalla Legge regionale n. 2/2016 e successiva delibera della Giunta regionale n. 23/5 del 20 aprile 2016.


Nord Ovest

Nei territori del Nord Ovest, nel terzo trimestre dell'anno, ben 22 sulle 25 province considerate hanno recuperato nel terzo trimestre dell’anno valori superiori a quelli pre-pandemici.
Da segnalare, in particolare, le performance delle province di Brescia (+725 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2019, soprattutto grazie alla filiera dei metalli), Varese (+655 milioni di euro, con il comparto chimico-farmaceutico a trainare le vendite estere), Genova (+599 mln €, trainata dalla cantieristica navale), Torino (+463 mln €, con diffuse dinamiche di crescita a livello merceologico) e Milano (+343 mln €, con i maggiori contributi dal segmento elettromestici per la casa).
Incrementi superiori ai 200 milioni di euro nel confronto tra il 2021 e il 2019 anche per Bergamo, Mantova, La Spezia e Cremona.

Nord Est

Nel Nord Est, nel periodo più recente, appena 1 provincia su 22 (Piacenza) non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemici.
Forti incrementi tendenziali rispetto al 2019 hanno invece interessato le province di Gorizia (+917 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2019, con forti aumenti per il comparto metalmeccanico), Vicenza (+494 milioni di euro, trainata sopratutto dal sistema casa), Modena (+486 mln €, grazie a sistema casa e chimica), Trieste (+479 mln €, spinta da cantieristica navale ma anche da elettronica per telecomunicazioni), Verona (+312 mln €, grazie a sistema moda e chimica), Parma (+298 mln €, in virtù di ottime performance da agroalimentare e chimica-farmaceutica).
A superare i 200 milioni di euro di incrementi tendenziali si segnalano anche le province di Reggio Emilia, Udine e Ravenna.

Centro

Al Centro Italia nel periodo luglio-settembre 2021 16 sulle 22 province considerate hanno già saputo recuperare i valori di esportazione pre-pandemici.
Tra le province maggiormente virtuose, vanno segnalati – nell’ordine – i casi di Roma (+615 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2019, grazie soprattutto a metalmeccanica e sistema moda), Siena (+233 milioni di euro, con crescite diffuse a tutti i principali comparti), Lucca (+221 mln €, soprattutto grazie alla performance della metalmeccanica) e Firenze (+200 mln €, trainata dal segmento farmaceutico).

Vanno, di converso, evidenziate le performance di segno negativo caratterizzanti le province di Latina (-150 milioni di euro nel confronto tra il terzo trimestre 2021 e il corrispondente periodo 2019), Ascoli Piceno (-148 milioni di euro di gap nel confronto tra I due periodi considerati, penalizzati dalle vendite di farmaci e sistema moda) e Frosinone (-129 milioni di euro, a causa della negativa performance della farmaceutica).

Mezzogiorno

Nel Sud Italia risulta relativamente più contenuta (25 su 38 territori, considerando il periodo più recente) la quota di province che nell'ultimo periodo registra un recupero pieno dei valori di export rispetto al corrispondente trimestre 2019.
In particolare, tra i territori in fase espansiva vanno sottolineate – nell’ordine – le performance delle province di Napoli (+119 milioni di euro rispetto al periodo pre-pandemico, grazie alle crescite di agroalimentare, chimica e sistema casa), Siracusa (+106 milioni di euro), Salerno (+90.4 mln €), Campobasso (+84 mln €), L’Aquila (+57 mln €) e Catania (+50.9 mln €).

Di contro, si rilevano i risultati deficitari rispetti ai livelli pre-crisi delle province di Chieti (-321 milioni di euro di minore export nel confronto tra il terzo trimestre 2021 e il corrispondente periodo 2019), Potenza (-284 milioni di euro, penalizzata dal comparto autoveicoli) e Cagliari (-267 milioni di euro, a causa della forte riduzione di prodotti petroliferi).

Tali risultati certificano il fatto che Basilicata e Sardegna, insieme alla Puglia, risultano le uniche regioni italiane a non avere ancora recuperato i livelli pre-pandemici.