Le sfide di uno sviluppo multilaterale ma sostenibile

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Previsioni Politica economica Congiuntura Export Italia

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Uno dei temi di maggiore rilevanza, oggi, per leggere, delineare e anticipare le future traiettorie delle politiche commerciali internazionali attiene indubbiamente alla dibattito sul futuro della globalizzazione. Molti osservatori hanno recentemente annunciato o ipotizzato la fine della c.d.“era della globalizzazione”, a favore di una sempre maggiore “frammentazione” economica. Tuttavia, più che prossima alla sua fine, la globalizzazione sembra essere vicina a una nuova configurazione.

Quale possa essere il profilo di quest’ultima nel prossimo futuro è infatti uno degli argomenti più dibattuti dell’ultimo periodo ed è al centro dell’attenzione internazionale. Il futuro sarà quello della deglobalizzazione, della riorganizzazione dell'attività economica e del reshoring? Stiamo convergendo verso un mondo maggiormente protezionista? Nello scontro “West vs the rest” prevarrà una logica squisitamente politica? In un recente convegno, l’economista Giorgio Arfaras ha infatti suggerito tre possibili scenari di evoluzione politica-economica del mondo:

  1. una ristrutturazione delle relazioni economiche tra i vari paesi, dovute ai sempre più robusti fenomeni di reshoring/nearshoring/friendshoring;
  2. una ristrutturazione delle relazioni politiche tra i vari paesi, con l'Occidente che si chiude nei confronti del resto del mondo;
  3. un superamento dell'attuale crisi del multilateralismo, con una totale ripresa della fiducia nel sistema multilaterale,incardinato nel WTO, che possa permettere lo sviluppo mondiale di una borghesia colta e cosmopolita.

Posto che fare previsioni accurate è molto difficile, dare delle risposte a queste domande appare rilevante per molti aspetti. È però importante mettere in evidenza i risultati positivi che si sono attenuti sulla base di una configurazione dell’economia mondiale interconnessa e multilaterale.

L’aumento della capacità produttiva e il progressivo aumento della ricchezza

Nel corso degli ultimi trentanni, una configurazione economica sempre più integrata ha permesso un progressivo aumento del PIL pro-capite in molte economie emergenti. Il grafico che segue predispone le maggiori economie mondiali ponendo sull’asse delle ordinate il Pil pro-capite in dollari a parità di potere di acquisto e sull’asse delle x la relativa grandezza di quell’economia.


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Fonte: Elaborazioni ExportPlanning

Dal confronto dei dati dell’ultimo trentennio appare evidente il ruolo sempre crescente acquisito da Cina e India sulla scena mondiale. È inoltre assolutamente rilevante evidenziare il significativo aumento del PIL pro-capite degli ultimi trentanni, che ha interessato le economie emergenti tanto quanto tutte le economie sviluppate, testimoniando un solido incremento complessivo.

L’allargamento degli orizzonti verso un mondo sempre più interculturale

Un mondo sempre più aperto e interculturale ha ampliato il numero di soggetti ospitanti gli eventi internazionali ed è in particolare cresciuta la quota di eventi sportivi (olimpiadi, mondiali di calcio) o esposizioni universali ospitati presso le nuove economie emergenti. Se nel 2000 queste manifestazioni si tenevano tipicamente presso economie sviluppate, nel corso del secolo è cresciuta in modo significativo l’incidenza delle economie emergenti.

Fig.2 - Ripartizione degli eventi internazionali

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning.

Le sfide future: green e digitale

Le c.d transizioni “gemelle”, quella econologica e digitale, passano anche attraverso il commercio, che può sostenere un sempre maggiore consumo e interesse verso questa tipologia di prodotti. La liberalizzazione potrebbe inoltre consentire a diverse economie emergenti di poter beneficiare di costi inferiori, rendendo di conseguenza tali tecnologie più accessibili.

Fonte: Elaborazioni ExportPlanning.

Conclusioni

La capacità di costruire un modello economico plurale ma allo stesso tempo sostenibile è sicuramente una sfida che rimane aperta. Nonostante permangano diverse criticità da superare nell’attuale modello di integrazione economica, non bisogna mettere in secondo piano i risultati positivi che un mondo aperto agli scambi internazionali ha portato con sé.