Performance esportative dei territori italiani nel 1° trimestre 2026
Pur complessivamente in territorio positivo, l'export italiano evidenzia una minoranza di province in crescita tendenziale
Pubblicato da Marcello Antonioni. .
Sistema moda Sistema casa Metalmeccanica Export territoriale Congiuntura Chimica Agroalimentare Export ItaliaIl 1° trimestre dell'anno ha evidenziato un deciso peggioramento del quadro congiunturale dell'export dei territori italiani ...
I dati pubblicati da ISTAT, relativi al commercio estero dei territori italiani nel primo trimestre 2026 ed elaborati da ExportPlanning nel tool Exportpedia, documentano un ulteriore peggioramento del quadro congiunturale, che ha coinvolto in misura rilevante i territori del Nord e la maggior parte dei comparti.
.. soprattutto al Nord Italia
e nelle filiere Casa, Agroalimentare e Metalmeccanica...
Nel trimestre più recente la quota di province italiane con export in aumento tendenziale nei valori in euro è infatti scesa di oltre 11 punti rispetto a tre mesi prima (dal 59.8 per cento al 48.6 per cento), con un marcato ridimensionamento nei territori del Nord Italia (-27.7 punti rispetto a tre mesi fa) e nei comparti Sistema Casa (-15 punti), Agroalimentare (-13.1 punti) e Metalmeccanica (-5.6 punti).
Di contro, si rilevano i miglioramenti nel comparto Sistema Moda (+14 punti rispetto a tre mesi prima), pur confermando una minoranza di province in crescita tendenziale, e la tenuta del comparto Chimica/Farmaceutica (anch'esso con una leggera minoranza di province con export in crescita).
.. ritornando ad avere una complessiva minoranza di territori in crescita tendenziale nelle proprie esportazioni in valore.
Quote delle province italiane con var. tendenziali positive nel 1° trimestre 2026
(valori correnti)
| Nord | Centro | Sud | Totale ITALIA | |
| Agroalimentare | 68.1% | 63.6% | 50.0% | 60.7% |
|---|---|---|---|---|
| Sistema Moda | 51.1% | 50.0% | 60.5% | 54.2% |
| Sistema Casa | 29.8% | 40.9% | 42.1% | 36.4% |
| Chimica-Farmaceutica | 46.8% | 40.9% | 47.4% | 45.8% |
| Metalmeccanica | 55.3% | 59.1% | 60.5% | 57.9% |
| TOTALE BENI | 42.6% | 59.1% | 50.0% | 48.6% |
Fonte: Elaborazioni ExportPlanning-Exportpedia
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Agroalimentare
Il comparto agroalimentare, pur confermandosi ancora una volta come quello meglio posizionato, ha evidenziato un significativo peggioramento congiunturale, con una quota di province in crescita tendenziale nel proprio export in valore scesa al 60.7% (in calo di 13.1 punti rispetto a tre mesi prima).
Nel Nord Italia nel periodo gennaio-marzo 2026 hanno mostrato i maggiori contributi alla crescita le esportazioni agroalimentari delle province di Modena (+105.5 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2025, pari al +17.1 per cento tendenziale) e Torino (+92.4 M €), precedendo - nell'ordine - Trieste, Alessandria, Genova e Treviso, tutte province con incrementi tendenziali compresi tra i 30 e i 45 milioni di euro.
Di contro, si segnala la nuova flessione tendenziale delle esportazioni agroalimentari della provincia di Milano (-113.8 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2025), seguita da quelle - pur meno rilevanti in termini assoluti - di Parma (-68.4 M €) e Vicenza (-59.4 M €).
Nel Centro-Sud Italia i maggiori scostamenti tendenziali hanno interessato - da un lato - le vendite in forte calo della provincia di Roma (-222.3 milioni di euro rispetto al 1° trimestre 2025) e - dall'altro - le vendite in più moderata crescita della provincia di Salerno (+45.4 milioni di euro rispetto al 1° trimestre 2025).
Sistema Moda
Nel sistema moda il quadro congiunturale del primo trimestre dell'anno ha evidenziato un miglioramento rispetto a tre mesi prima, con una maggioranza di province (54.2%, contro il 40.2 per cento di tre mesi prima) con crescite tendenziali del proprio export settoriale nei valori in euro.
Nel Nord Italia nel 1° trimestre 2026 le province che hanno registrato i maggiori scostamenti tendenziali sono state - da un lato - quelle di Varese (+255 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2025)1, Alessandria (+238.4 M €), Mantova (+113.7 M €), Lecco (+98.5 M €) e - dall'altro - quelle di Milano (-443.2 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2025)2 e, in misura minore, Torino (-149.2 M €).
La performance esportativa di sistema moda dei territori del Centro Italia conferma l'ottimo risultato della provincia di Firenze (+301.6 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025, pari al +17.7 per cento)3, a fronte - invece - delle forti flessioni tendenziali delle esportazioni delle province di Arezzo (-670.2 M €, corrispondenti ad una riduzione tendenziale di quasi 42 punti percentuali), fortemente condizionata dalla caduta tendenziale del settore gioielleria e bigiotteria (-703 M €), e Roma (-134.5 M €).
Nel Mezzogiorno, infine, si segnala un netto miglioramento congiunturale, con una quota maggioritaria (60.5%) di province con un export di sistema moda in crescita, pur con variazioni assolute comunque contenute.
Sistema Casa
Nel comparto sistema casa nel primo trimestre dell'anno si è accentuata la fase di peggioramento già in atto nel trimestre precedente, con la quota di province italiane in crescita tendenziale nel proprio export settoriale scesa al 36.4 per cento, dal 51.4 per cento di tre mesi prima.
Nel Nord Italia meno del 30 per cento delle province ha evidenziato crescite tendenziali nell'export in valore di sistema casa (in netto peggioramento rispetto a tre mesi prima: -21.3 punti). Gli scostamenti tendenziali, tuttavia, sono stati di debole entità, con i casi più rilevanti - di segno positivo - della provincia di Piacenza (+62.9 milioni di euro rispetto al 1° trimestre 2025) e - di contro - la flessione tendenziale della provincia di Treviso (-78.7 M €).
Nel Centro Italia, in un contesto di peggioramento (con il 40.9 per cento di province in crescita tendenziale, contro il 45.5 per cento di tre mesi prima), si segnalano, invero, variazioni contenute.
Nel Mezzogiorno, infine, il 42.1 di province ha registrato una crescita tendenziale (in deterioramento rispetto a tre mesi prima di oltre 13 punti); anche in questa area, peraltro, gli scostamenti rispetto al corrispondente periodo 2025 appaiono, comunque, generalmente contenuti.
Chimica/Farmaceutica
Nel comparto chimica farmaceutica nel periodo gennaio-marzo 2026 si è confermata una quota leggermente minoritaria di province con crescite tendenziali del proprio export settoriale (pari al 45.8 per cento, esattamente come tre mesi prima).
Nell'Italia settentrionale si conferma una leggera minoranza di province in crescita tendenziale nell'export in valore di chimica farmaceutica (46.8 per cento, in calo di 2.1 punti rispetto a tre mesi prima).
Milano (+291.5 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025)3 e Parma (+269.9 M €)4 risultano le province trainanti le esportazioni dell'Italia settentrionale di chimica-farmaceutica, insieme a Genova (+115 M €). Di contro, evidenziano i maggiori cali tendenziali nell'export settoriale - peraltro relativamente più contenuti - le province di Pavia (-132.9 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025), Ravenna (-87.9 M €) e Bologna (-84.5 M €).
Nel Centro Italia il 40.9 per cento di province ha registrato una crescita tendenziale nelle esportazioni di chimica farmaceutica (contro il 45.5 per cento di tre mesi prima), ma con risultati assai eterogenei.
In particolare, si segnalano - da un lato - le conferme di eccellenti performance esportative delle province di Firenze (+864.3 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025, confermando livelli di massimo assoluto nell'export di farmaci)5 e, in misura minore, Roma (+221.9 M €)6, Siena (+208.9 M €)7, e - dall'altro - la forte riduzione dell'export settoriale di Frosinone (-541.7 milioni di euro in termini tendenziali)8 e, in misura minore, quella della provincia di Livorno (-152.9 M €).
Nel Mezzogiorno, infine, si evidenzia un peggioramento del quadro settoriale, con il 50 per cento di territori in crescita tendenziale nelle esportazioni di chimica farmaceutica (a fronte del 60.5% di tre mesi prima), con i maggiori cali tendenziali registrati dalle province di Siracusa (-733.2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2024)10 e Cagliari (-113 M €).
Metalmeccanica
Nel trimestre più recente la quota dei territori italiani in crescita nelle proprie esportazioni di metalmeccanica - pur conservandosi maggioritaria (57.9%) - ha subito un peggioramento rispetto a tre mesi prima (pari al 63.6 per cento).
Nel Nord Italia il primo trimestre 2026 ha evidenziato un netto peggioramento del quadro settoriale, con la quota di province in crescita tendenziale nelle esportazioni settoriali scesa al 55.3% (dal 70.2 per cento di tre mesi prima).
Tra i territori con risultati in aumento tendenziale nel periodo gennaio-marzo 2026 si ravvisano, su tutti, i casi delle province di Venezia (+1.2 miliardi di euro rispetto al corrispondente periodo 2025, pari al +252 per cento [grazie al notevole exploit del settore navi e imbarcazioni: +1.2 mld €]11) e, in misura minore, Varese (+432.3 milioni di euro)12, Torino (+345.1 M €)13 e Monza-Brianza (+220.5 M €)14.
Di contro, i decrementi in assoluto più rilevanti hanno interessato le vendite estere delle province di Trieste (-2.1 miliardi di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno [a causa della forte caduta tendenziale del settore navi e imbarcazioni: -2.3 mld €]15) e Lodi (-331.9 milioni di euro)16.
Nel Centro Italia la quota di province che ha registrato una crescita tendenziale nei valori in euro delle esportazioni di metalmeccanica si è mantenuta maggioritaria, pari al 59.1 per cento.
Tra i territori con risultati in maggiore crescita si segnalano - su tutti - le province di Arezzo (+4.3 miliardi di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno, grazie - ancora una volta - alla performance del settore metalli non ferrosi), Massa-Carrara (+547.6 milioni di euro)17 e Ancona (+515.4 M €)18.
Di contro, tra le province in calo tendenziale, si rilevano i casi di Roma (-684.9 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025, confermando le difficoltà del trimestre precedente)19, Firenze (-209.1 M €)20 e Lucca (-172.5 M €).
Nel Mezzogiorno, infine, si rileva un leggero miglioramento della congiuntura settoriale nel quarto trimestre dell'anno, con oltre il 60 per cento di province in crescita tendenziale nelle esportazioni di metalmeccanica (in aumento di quasi 3 punti rispetto a tre mesi prima).
In particolare, a fronte dei maggiori cali tendenziali per le esportazioni di metalmeccanica delle province di Palermo (-452.5 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025)21, Trapani (-144.1 M €) e Nuoro (-114.6 M €), si segnalano le crescite tendenziali delle esportazioni di metalmeccanica delle province di Napoli (+205.4 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025)22, Bari (+119.3 M €) e Potenza (+100.7 M €).
Conclusioni
I dati ISTAT relativi al primo trimestre 2026 restituiscono un quadro congiunturale dell'export territoriale italiano in significativo deterioramento (pur conservando un segno positivo nella variazione in euro). La quota di province con esportazioni in crescita tendenziale è, infatti, tornata minoritaria (48.6%, dal 59.8% di tre mesi prima), segnalando come il risultato complessivamente positivo dell'export nazionale in valore poggi, in realtà, su una base territoriale sempre più ristretta e selettiva.
Il dato di maggiore rilievo è il marcato arretramento dei territori del Nord Italia (-27.7 punti rispetto al trimestre precedente, con una quota di province in crescita scesa al 42.6%), che storicamente costituiscono il baricentro del sistema esportativo nazionale. La debolezza appare inoltre trasversale ai comparti più rappresentativi del Made in Italy manifatturiero: Sistema Casa, Agroalimentare e Metalmeccanica hanno tutti registrato un ridimensionamento della diffusione territoriale della crescita, segnalando un raffreddamento della domanda estera che va oltre le specificità settoriali.
In questo contesto, la lettura dei dati provinciali suggerisce almeno due cautele interpretative.
In primo luogo, alcuni dei contributi tendenziali più rilevanti — in positivo come in negativo — riflettono dinamiche fortemente idiosincratiche, legate a settori caratterizzati da consegne discontinue (navi e imbarcazioni per Venezia, Trieste e Ancona; aerospazio per Roma e Varese) o da effetti prezzo e flussi di natura logistico-commerciale (metalli preziosi e non ferrosi per Arezzo e Monza-Brianza; hub farmaceutici per Frosinone e Napoli). Si tratta di componenti che possono amplificare la volatilità dei dati territoriali senza necessariamente riflettere variazioni della capacità competitiva sottostante.
In secondo luogo, la misurazione a valori correnti incorpora dinamiche di prezzo che, in particolare nei comparti a maggiore contenuto di commodity, possono divergere sensibilmente dall'andamento dei volumi. A tal fine, l'utilizzo della misura prezzi costanti, disponibile nel dataset Exportpedia, può consentire una misurazione dei fenomeni al netto di fenomeni inflattivi e valutari.
Al netto di questi elementi, la fotografia del trimestre conferma alcune tendenze di fondo: la resilienza relativa dell'Agroalimentare, che pur in rallentamento resta il comparto a maggiore diffusione territoriale della crescita; la persistente debolezza del Sistema Casa, penalizzato dal ciclo negativo dell'edilizia e dei beni durevoli nei principali mercati di sbocco; e la forte polarizzazione del comparto Chimica-Farmaceutica, dove a poli di eccellenza in espansione (Firenze su tutti) si contrappongono flessioni rilevanti nei territori più esposti alle riorganizzazioni dei flussi verso gli hub logistici internazionali.
Per i prossimi trimestri, l'evoluzione del quadro congiunturale territoriale resterà strettamente legata alla traiettoria della domanda dei principali mercati di riferimento — in primis Germania e Stati Uniti — e agli effetti delle tensioni geopolitiche e commerciali in atto sui flussi del manifatturiero italiano.
Il monitoraggio ad alta frequenza dei dati territoriali, reso possibile da strumenti come Exportpedia, si conferma in questo senso un supporto essenziale per imprese e policy maker chiamati a leggere tempestivamente i segnali di un ciclo esportativo sempre più eterogeneo tra territori e filiere.
1) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di sistema moda della provincia di Varese sono derivati dal settore gioielleria e bigiotteria (+200.5 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
2) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di sistema moda della provincia di Milano sono derivati dai settori abbigliamento (-162.2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025) e pelletteria (-109.1 M €).
3) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di chimica-farmaceutica della provincia di Milano sono derivati dal settore medicinali e preparati farmaceutici (+439.6 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
4) Anche nel caso delle esportazioni di chimica-farmaceutica della provincia di Parma, il settore medicinali e preparati farmaceutici (+256 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025) ha trainato la performance del comparto.
5) Negli ultimi 4 trimestri le esportazioni di farmaci della provincia di Firenze hanno raggiunto la cifra record di 19.5 miliardi di euro, in aumento di ben 9.3 miliardi su base annua. Le destinazioni trainanti la performance dell'ultimo trimestre sono state - nell'ordine - Irlanda (+1.1 miliardi di euro rispetto al primo trimestre 2025), Cina (+496.3 milioni di euro) e, in misura minore, India (+132 M €).
6) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di chimica-farmaceutica della provincia di Roma sono derivati dai settori medicinali e preparati farmaceutici (+122.4 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), prodotti chimici (+51 M €) e derivati dalla raffinazione del petrolio (+48.5 M €).
7) Anche nel caso delle esportazioni di chimica-farmaceutica della provincia di Siena, il settore medicinali e preparati farmaceutici (+221.1 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025) ha trainato la performance del comparto.
8) Di contro, i maggiori contributi negativi alle performance esportative di chimica-farmaceutica della provincia di Frosinone sono derivati dal settore medicinali e preparati farmaceutici (-540.2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con le maggiori penalizzazioni per le vendite rivolte all'hub logistico dei Paesi Bassi (-570 M €).
9) Anche nel caso della provincia di Napoli, i maggiori contributi negativi alle performance esportative di chimica-farmaceutica sono derivati dal settore medicinali e preparati farmaceutici (-568.3 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con le maggiori penalizzazioni per le vendite rivolte in Svizzera (-565 M €), altro rilevante hub settoriale.
10) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di chimica-farmaceutica della provincia di Cagliari sono derivati dal settore derivati dalla raffinazione del petrolio (-216.4 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
11) I contributi fortemente positivi alla crescita delle esportazioni di navi e imbarcazioni della provincia di Venezia sono derivati dalle vendite sul mercato USA (1189 milioni di euro).
12) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Varese sono derivati dal settore aerospaziale (+309.2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con i maggiori incrementi tendenziali realizzati sui mercati di Regno Unito (+62 M €), Arabia Saudita (+56 M €) e Stati Uniti (+47 M €).
13) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Torino sono derivati - nell'ordine - dai settori articoli in gomma (+173.8 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), parti ed accessori per autoveicoli e loro motori (+120.5 M €) e aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (+77.4 M €).
14) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Monza-Brianza sono derivati dal settore metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi; combustibili nucleari (+264.1 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
15) I contributi fortemente negativi alla crescita delle esportazioni di navi e imbarcazioni della provincia di Trieste sono derivati dalle vendite sui mercati di Stati Uniti (-1.2 miliardi di euro rispetto al primo trimestre 2025) e Germania (-1.1 mld €).
16) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Lodi sono derivati dal settore apparecchiature per le telecomunicazioni (-321.8 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
17) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Massa Carrara sono derivati dal settore macchine per impiego generale (+528 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
18) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Ancona sono derivati dal settore navi e imbarcazioni (+541 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con particolare riferimento ai flussi rivolti al mercato USA (+453 M €).
19) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Roma sono derivati dal settore aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (-913 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con i maggiori cali tendenziali nei flussi verso Kuwait (-308 M €), Stati Uniti (-246 M €) e Regno Unito (-118 M €).
20) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Firenze sono derivati dal settore macchine per impiego generale (-229.1 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025).
21) I maggiori contributi negativi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Palermo sono derivati dal settore navi e imbarcazioni (-445.8 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con le maggiori penalizzazioni dai flussi rivolti al mercato spagnolo.
22) I maggiori contributi positivi alle performance esportative di metalmeccanica della provincia di Napoli sono derivati dal settore aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (+147.7 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2025), con particolare riferimento ai flussi rivolti al mercato USA (+79.2 M €).