L'exploit della farmaceutica italiana in Cina
La provincia cinese di Beijing risulta trainante, con una crescita nell'ultimo anno di quasi 700 mln € (e confermandosi 1^ destinazione Italia del settore)
Pubblicato da Marcello Antonioni. .
Sistema salute Export territoriale Congiuntura Pharma e MedicaleNel 2026 il settore farmaceutico ha confermato di essere uno dei settori maggiormente trainanti la crescita delle esportazioni italiane: nei primi tre trimestri dell'anno - secondo le pre-stime ExportPlanning - l'export italiano di farmaci ha toccato il valore record di 52.1 miliardi di euro (pari a 68.2 miliardi su base annua), con un aumento atteso a fine anno di oltre 1 miliardo di euro.
Irlanda, Cina e Stati Uniti di gran lunga i principali mercati trainanti le vendite italiane di farmaceutica nel 2026
Irlanda, Cina e Stati Uniti risultano i mercati trainanti le esportazioni italiane di farmaceutica nel 2026, con aumenti su base annua rispettivamente di +2.1, +1.8 e +1.7 miliardi di euro.
Se la crescita delle vendite settoriali verso l'Irlanda può - almeno in parte - essere spiegata dal ruolo di "hub" globale (produzione, transito, distribuzione, re-export) di prodotti del settore, i casi di Cina e Stati Uniti risultano di particolare interesse.
La crescita sul mercato cinese
Le dichiarazioni cinesi di importazione di farmaci dall'Italia, da poco disponibili in ExportPlanning, consentono di documentare la recente fase di crescita che il mercato cinese sta avendo nell'acquisto di farmaci italiani.
Il grafico qui di seguito riportato, illustra, infatti, l'evoluzione delle importazioni trimestrali cinesi di prodotti farmaceutici dall'Italia dal 2023 al Q3-2026: si tratta complessivamente di una crescita di oltre 140 punti percentuali nei valori in euro, che ha consentito di passare, su base annua, da meno di 2.6 miliardi di euro del 2023 ai circa 3.8 miliardi dell'ultimo anno.
La crescita delle vendite italiane di prodotti farmaceutici sul mercato cinese ha, peraltro, visto nel corso del 2026 una accelerazione: come si diceva (e come confermano i dati doganali di fonte cinese illustrati nel grafico), i primi 3 trimestri hanno visto una crescita tendenziale di oltre 35 punti percentuali, che merita un approfondimento a livello di aree territoriali di destinazione.
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Le Province italiane di provenienza
Grazie alla banca dati ExportPlanning, è possibile evidenziare il ruolo di traino della provincia di Firenze, che risulta non solo la principale area di provenienza dell'export italiano di farmaci (con quasi 1.6 miliardi di euro negli ultimi 4 trimestri disponibili) - precedendo ampiamente la provincia di Milano (354 milioni di euro) - ma anche quella che ha offerto di gran lunga i maggiori contributi alla crescita nel corso dell'ultimo anno (+1126 milioni di euro, nel computo degli ultimi 4 trimestri disponibili).
Le Province cinesi di destinazione
Grazie alla banca dati ExportPlanning, è possibile evidenziare il ruolo di traino della provincia di Beijing, che risulta non solo la principale area di destinazione dell'export italiano di farmaci (con 2.6 miliardi di euro negli ultimi 4 trimestri disponibili) - precedendo la provincia di Shanghai (1.1 miliardi di euro) - ma anche quella che ha offerto i maggiori contributi alla crescita nel corso dell'ultimo anno (+674 milioni di euro, nel computo degli ultimi 4 trimestri disponibili), pari al +34.8% (contro il +15.2 per cento di Shanghai).
Conclusioni
I dati presentati confermano come la farmaceutica rappresenti oggi uno dei principali motori dell’export italiano, e come la Cina si stia ritagliando un ruolo sempre più rilevante tra i mercati di sbocco del settore. Con una crescita di oltre 1.8 miliardi di euro su base annua, il mercato cinese si colloca, insieme a Irlanda e Stati Uniti, tra i principali mercati trainanti delle vendite italiane del settore. L’accelerazione registrata nel 2026, con oltre 35 punti percentuali di crescita tendenziale nei primi tre trimestri, indica che la domanda cinese di farmaci italiani è in una fase di forte espansione.
Il quadro territoriale mostra però una marcata concentrazione dei flussi. Dal lato dell’offerta, la provincia di Firenze spiega da sola la gran parte delle vendite e della crescita. Dal lato della domanda, Beijing e Shanghai assorbono la quasi totalità delle importazioni cinesi dall’Italia. Questa concentrazione è un segnale di forza, perché testimonia la capacità di alcune filiere italiane di presidiare con successo un mercato complesso. Indica però anche ampi margini di sviluppo ancora inesplorati.
Per la business community dell’internazionalizzazione emergono tre indicazioni operative:
- il mercato cinese merita attenzione anche oltre i grandi poli. Le province costiere e interne a elevata densità urbana, oggi marginali nei flussi dall’Italia, possono offrire spazi interessanti per chi sa adattare la propria strategia distributiva e regolatoria;
- la crescita dei grandi operatori del settore può fare da traino all’intera filiera. Le imprese della subfornitura farmaceutica, del packaging, della chimica fine e dei servizi tecnici possono intercettare il successo dei principali esportatori;
- monitorare costantemente i flussi è essenziale. Le dichiarazioni doganali cinesi, oggi disponibili trimestalmente con dettaglio provinciale, permettono di individuare per tempo le aree di destinazione più dinamiche e di calibrare di conseguenza le strategie di presenza sul mercato.
In un contesto internazionale ancora segnato da incertezze commerciali e geopolitiche, la capacità di leggere i dati con tempestività e granularità territoriale si conferma un fattore competitivo decisivo per le imprese che puntano a crescere sui mercati esteri.
ExportPlanning è un sistema di Market Intelligence progettato per supportare imprese, consulenti e aggregatori nell’analisi dei mercati internazionali, mettendo a disposizione dati, report e strumenti per identificare i mercati esteri a maggiore potenziale e monitorare - mese per mese - l’evoluzione di quelli già presidiati.
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