Previsioni di commercio mondiale: incertezza sistemica e dinamiche selettive di crescita
Pubblicato da Marzia Moccia. .
Totale Beni Domanda mondiale Previsioni Mercati esteri Incertezza Analisi Mercati EsteriIl conflitto in Medio Oriente sta mettendo alla prova la resilienza dell’economia mondiale, finora sostenuta da condizioni finanziarie e fiscali relativamente favorevoli e da una crescente domanda di tecnologie legate all’intelligenza artificiale. L'interruzione dei traffici commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz e la chiusura o il danneggiamento delle infrastrutture energetiche stanno generando un forte aumento dei prezzi degli energetici, in particolare del petrolio, e compromettendo l'offerta mondiale di energia.
La variabile decisiva per la formulazione di scenari di previsione robusti resta la durata del conflitto Usa-Israele e Iran. Quanto più prolungata sarà l’instabilità geopolitica, tanto maggiore sarà il consolidamento delle aspettative inflazionistiche a medio termine. Le revisioni al rialzo delle aspettative di inflazione riflettono infatti il timore che lo shock energetico non sia transitorio, ma possa incidere direttamente e indirettamente sui costi di produzione delle imprese.
Il conflitto rappresenta dunque un evidente fattore di rischio, a causa del suo impatto su molteplici fronti: in primis sui mercati delle materie prime, ma anche sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie. Lo spettro della crisi energetica si colloca dunque al centro della scena, qualora le ostilità dovessero proseguire.
Le previsioni di commercio mondiale ExportPlanning
A fronte del quadro appena descritto, anche lo Scenario di commercio mondiale ExportPlanning risulta fortemente condizionato dalle dinamiche del conflitto in atto tra Stati Uniti, Israele e Iran, soprattutto a fronte degli effetti indiretti che i rincari energetici causano sulle prospettiva di crescita dell'economia mondiale. Attualmente l'ipotesi più probabile, inclusa nelle aspettative, è quella di una conclusione delle ostilità entro l'estate, sebbene le modalità attraverso le quali ciò potrebbe avvenire sono particolarmente incerte.
Come raccontato a più riprese, nei primi mesi dell’anno, prima dell'inasprimento del conflitto, la crescita del commercio mondiale aveva mantenuto una certa resilienza, ancora fortemente sostenuto da un lato dalla richiesta di beni e componenti legati al settore dell'IA, dall’altro da un progressivo accumulo scorte sul fronte delle commodity. La resilienza degli scambi mondiali di beni è però attualmente messa alla prova dall'intensificazione del conflitto in Medio Oriente.
In particolare, secondo le previsioni ExportPlanning, il commercio mondiale di beni è previsto crescere del +5.4% in dollari nel corso del 2026, pari al +2.7% in euro, il che rispecchia l'effetto congiunto di un insieme di fattori:
- le debole revisione al ribasso delle aspettative circa la crescita reale del PIL nell’orizzonte di previsione 2026-2027, basate sullo scenario di outlook di Aprile 2026 pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale;
- le maggiori aspettative di rialzo nominale nei prezzi della domanda mondiale di commodity (+10%) e di beni di consumo (+3%);
- la conferma di una traiettoria di deprezzamento atteso del dollaro rispetto all’euro: in media d’anno 2026 il cambio USD/EUR è atteso raggiungere 1.16 a fronte di 1.13 della media d’anno 2025.
Fig.1 – Dinamica del commercio mondiale di beni: euro vs dollaro
Fonte: ExportPlanning
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A fronte delle numerose incertezze che continuano a gravare sul contesto internazionale, lo scenario previsivo resta fortemente condizionato dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche e sarà pertanto oggetto di aggiornamenti frequenti da parte del team ExportPlanning.
In un contesto così instabile, assume particolare rilevanza la capacità di individuare tempestivamente le aree geografiche caratterizzate dal maggiore potenziale di crescita.
La mappa dei Paesi più dinamici 2026–2027
In tale prospettiva si inserisce l’analisi della mappa dei Paesi più dinamici 2026–2027, che consente di evidenziare le economie che, pur in presenza di un rallentamento del ciclo economico mondiale, mostrano tassi di crescita superiori alla media, sostenuti da solidi fondamentali macroeconomici, investimenti infrastrutturali e da un progressivo rafforzamento della classe media. Per molte imprese manifatturiere, il monitoraggio delle opportunità offerte da questi Paesi rappresenta un canale strategico di diversificazione, soprattutto in una fase storica in cui l’eccessiva concentrazione geografica delle esportazioni aumenta l’esposizione ai rischi sistemici.
L’analisi si concentra su alcuni Paesi che presentano una combinazione particolarmente interessante di crescita economica, dinamismo delle importazioni e domanda di prodotti a maggiore incidenza premium-price. In particolare, il grafico seguente prende in esame economie caratterizzate da:
- un tasso di crescita reale del PIL superiore alla media mondiale del +3% nel biennio 2026–2027 (sulla base dello scenario di aprile 2026 pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale);
- un tasso di crescita delle importazioni in euro superiore al +3.5% nella media del biennio 2026–2027 (sulla base dello scenario previsivo ExportPlanning);
- importazioni di qualità (fascia medio-alta e alta) superiori a 4.5 miliardi di euro nel 2025 (fonte: Sistema Informativo ExportPlanning).
La crescita del PIL consente di individuare le economie che presentano condizioni favorevoli in termini di espansione della domanda interna. Dal punto di vista dell’impresa esportatrice europea, tuttavia, la variabile maggiormente significativa è rappresentata dalla crescita delle importazioni espresse nella valuta dell’esportatore, in quanto indicatore diretto del potenziale di mercato e delle prospettive di budget commerciale nei diversi Paesi target. In aggiunta, per le imprese operanti in contesti ad alto costo del lavoro, assume particolare rilievo la capacità dei mercati di riconoscere un premium price ai prodotti di qualità.
La mappa che segue rappresenta i Paesi che soddisfano tali condizioni, posizionando sull’asse orizzontale la crescita attesa del PIL e su quello verticale la crescita prevista delle importazioni in euro; la dimensione delle bolle è proporzionale al livello delle importazioni di qualità.
Fig.2 – Mappa dei paesi più dinamici 2026-2027
Fonte: ExportPlanning
La prima area geografica fortemente rappresentata nella mappa è l’Asia, che continua a confermarsi il principale motore della crescita mondiale. In particolare emergono:
- il dinamismo dell’area ASEAN, con economie come Vietnam (VNM), Malesia (MYS), Indonesia (IDN) e Taiwan (TWN), caratterizzate da forte sviluppo industriale, crescita della domanda interna e crescente integrazione nelle catene globali del valore;
- l’India (IND), che continua a distinguersi per ritmo di crescita economica, capacità di attrazione degli investimenti internazionali e ampliamento della classe media urbana.
L’assenza della Cina dal grafico rappresenta un elemento particolarmente significativo: l’economia cinese mostra infatti tassi di crescita più contenuti rispetto al passato, oltre a una crescente complessità geopolitica e competitiva.
Per tutti i mercati asiatici citati, l’incidenza delle importazioni di beni di qualità risulta un elemento rilevante, che evidenzia il consolidamento di una domanda orientata verso prodotti a maggiore qualità. Pur collocandosi ancora su livelli contenuti di importazioni qualificate, meritano attenzione anche alcune economie dell’Asia centrale, in particolare Kazakistan (KAZ) e Uzbekistan (UZB).
La seconda area che è possibile evidenziare sulla mappa è quella del Nord Africa, con la presenza di mercati come Algeria (DZA), Egitto (EGY) e Marocco (MAR). Si tratta di economie sostenute da importanti programmi di sviluppo e iniziative Paese, tra cui il Piano Mattei. In questi Paesi, tuttavia, la propensione alle importazioni di beni di fascia alta appare ancora contenuta, rendendo strategico un corretto posizionamento competitivo.
Infine, merita una menzione specifica la Serbia (SRB), che continua a consolidare il proprio ruolo di hub manifatturiero e logistico nei Balcani, collocandosi tra i Paesi più dinamici del prossimo biennio.
Conclusioni
Nonostante le crescenti incertezze dello scenario economico internazionale, sulla scena globale emergono Paesi caratterizzati da dinamiche di sviluppo superiori alla media e da una crescente domanda di beni di qualità. Per le imprese manifatturiere, individuare tempestivamente questi mercati significa rafforzare resilienza, competitività e prospettive di sviluppo internazionale in uno scenario sempre più instabile e selettivo.
In particolare, l’area mondiale che nel biennio 2026–2027 offrirà i contributi più dinamici alla crescita per le imprese operanti in economie ad alto costo del lavoro è rappresentata dall’India e dalle economie più industrializzate dell’area ASEAN.
Tra i Paesi previsti in maggiore crescita nel biennio figurano anche le tre principali economie del Nord Africa e la Serbia, pur con livelli ancora contenuti di importazioni di beni di qualità.