Export 2026-2029: aggiornato lo scenario di previsione ExportPlanning

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Per le imprese esportatrici, la capacità di interpretare tempestivamente l’evoluzione dei mercati internazionali rappresenta oggi un fattore competitivo fondamentale. In un contesto globale caratterizzato da rapidi cambiamenti e crescente incertezza, affidarsi esclusivamente a dati consolidati di fine anno rischia di trasformarsi in uno “specchietto retrovisore” delle dinamiche in corso, utile a descrivere ciò che è già accaduto ma meno efficace nell’intercettare tempestivamente i nuovi segnali della domanda e le opportunità emergenti sui diversi mercati.

Il nuovo scenario previsionale di ExportPlanning integra l’evoluzione del contesto macroeconomico con i dati aggiornati sugli scambi mondiali al primo semestre 2026, offrendo alle imprese una visione più tempestiva e affidabile dei mercati internazionali. Un supporto concreto per anticipare i cambiamenti della domanda, individuare nuove opportunità e orientare con maggiore consapevolezza le strategie di sviluppo export.

Andiamo quindi ad approfondire i principali cambiamenti intervenuti nel quadro internazionale rispetto allo scenario di previsione di Aprile e le prospettive del commercio mondiale di beni per l’anno in corso.

Il dollaro ha inaugurato una nuova dinamica di apprezzamento

Fonte: PricePedia

Con l’intensificarsi delle pressione nel Golfo, il cambio USD/EUR ha registrato un cambio di tendenza rispetto al forte trend di deprezzamento inaugurato da inizio 2025. Il biglietto verde è infatti tornato a svolgere il suo tradizionale ruolo di valuta rifugio, rafforzandosi nei confronti dell'euro: il cambio è passato da una media di 1.18 a febbraio 2026 a 1.14 a luglio.

Questo mutamento migliora le prospettive dell'export espresso in euro per la seconda parte dell’anno. Un euro meno forte rispetto alle attese riduce infatti il penalizzante effetto cambio sulla competitività delle imprese esportatrici europee, sostenendo la dinamica delle esportazioni.

Crescono le aspettative di inflazione

Sul fronte dei prezzi, il Fondo prevede un'accelerazione delle dinamiche inflattive, con un incremento dei prezzi a livello mondiale pari al 4.7% nel 2026, trainato principalmente dall'aumento dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari. Si tratta di una revisione al rialzo di 0.3 punti percentuali per il 2026 e di 0.2 punti per il 2027 rispetto allo scenario di Aprile 2026, che riflette una maggiore persistenza delle pressioni inflazionistiche (si veda l’articolo IMF WEO Update Luglio 2026: equilibrio (precario) tra guerra e tecnologia ). Pur segnando una riaccelerazione rispetto alle attese, l'inflazione rimane comunque su livelli nettamente inferiori ai picchi registrati nel 2022.

Fonte: elaborazione ExportPlanning su dati IMF

Il commercio mondiale dimostra assoluta resilienza, ma si polarizza la crescita

Come evidenziato nell'articolo Commercio mondiale sempre più resiliente?, nonostante il complesso quadro internazionale, il commercio mondiale di beni ha finora mostrato una significativa capacità di tenuta, mantenendo un profilo di crescita superiore alle attese. I dati aggiornati al primo semestre 2026 documentano come gli scambi globali di beni non abbiano perso slancio, irrobustendo nel corso del secondo trimestre dell'anno la propria traiettoria di crescita.

Lo scenario aggiornato elaborato dal modello di previsione ExportPlanning evidenzia quindi prospettive più favorevoli per lo sviluppo degli scambi internazionali nel biennio 2026-2027, anche per effetto della dinamica dei prezzi. In particolare, il commercio mondiale di beni è atteso crescere del 12.6% in dollari e del 9.4% in euro nel 2026, sostenuto dalla resilienza della domanda globale e dall’impatto dell’evoluzione delle dinamiche al rialzo dei prezzi sulla crescita nominale degli scambi.

Fonte: ExportPlanning

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Dietro al dato complessivo si cela tuttavia, a livello settoriale, una forte polarizzazione dei risultati, con la crescita degli scambi concentrata in alcuni comparti trainanti.

Il grafico che segue rappresenta le principali industrie coinvolte negli scambi internazionali di beni, posizionate sulla base dei tassi di variazione in euro della domanda mondiale registrati nel 2025 (asse X) e stimati per il 2026 (asse Y). Questa rappresentazione consente di ottenere una lettura sintetica e immediata dell’evoluzione della domanda estera, evidenziando i principali pattern di crescita e i cambiamenti nel ritmo di espansione dei diversi comparti.
La bisettrice (rappresentata in giallo) costituisce un riferimento interpretativo fondamentale: le industrie posizionate lungo la linea mostrano un ritmo di crescita sostanzialmente in linea con quello del 2025; quelle collocate al di sotto evidenziano invece un rallentamento, mentre quelle al di sopra segnalano un’accelerazione della dinamica della domanda mondiale. La dimensione di ciascuna bolla è proporzionale al valore complessivo degli scambi realizzati dall’industria nel 2025.

Fig.1 – Scenario 2026: mappa della domanda mondiale per industria in euro

Fonte: ExportPlanning

Si stima che crescita nel 2026 la crescita degli scambi internazionali sarà ancora trainata dai beni legati alla tecnologia e agli investimenti strategici. In particolare, si stima un contributo significativo della domanda di beni ICT (F1-D1), sostenuta dallo sviluppo delle applicazioni per l’Intelligenza Artificiale, e degli investimenti collegati alle transizioni digitale e green (D4). A questi fattori si aggiunge il contributo nominale delle materie prime (A), sostenuto sia dall’aumento dei prezzi sia dal ruolo dell’oro come bene rifugio in un contesto di elevata incertezza.

Si prevede invece un netto rallentamento per la filiera dei Beni di consumo (E – in grigio nel grafico), con le dinamiche più deboli attese soprattutto per il Sistema Casa (E3) e il Sistema Moda (E2), comparti maggiormente esposti alla normalizzazione della domanda dopo la fase di forte recupero post-pandemico.

La domanda di Beni di investimento mantiene una dinamica positiva, con una crescita stimata intorno al 2% annuo in euro per i comparti (F2-F5 e F4). Si tratta di un ritmo inferiore rispetto al 2025, ma ancora in territorio positivo.

Conclusioni: orientarsi nell'incertezza

Lo scenario aggiornato conferma quindi un quadro complessivamente favorevole per il commercio internazionale di beni, ma evidenzia al tempo stesso una crescente selettività nelle opportunità di crescita.
In questo contesto, la capacità di leggere tempestivamente l’evoluzione dei mercati diventa un elemento sempre più rilevante per orientare le strategie export. Disporre di scenari aggiornati consente alle imprese non solo di reagire ai cambiamenti in corso, ma di anticipare i nuovi driver della domanda internazionale e indirizzare in modo più efficace le proprie risorse verso i mercati con maggiori potenzialità di sviluppo.

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