Focus emergenti: il caso del Marocco

L’economia del paese dà segnali di liberalizzazione valutaria e strutturale.

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Tra le valute dei paesi nordafricani, quelle che da alcuni mesi si sono rese protagoniste di un trend di rafforzamento sono il Dirham marocchino e la Lira egiziana.
La valuta egiziana sta proseguendo a pieno ritmo la fase di apprezzamento inaugurata a fine aprile, che abbiamo raccontato in questo articolo: dopo un periodo critico che ha fatto seguito alla decisione di lasciar fluttuare liberamente la Lira (novembre 2016), il cammino di riforme inaugurato nel paese sta portando stabilità valutaria e crescita economica.

Ci soffermiamo ora ad analizzare il caso del Dirham. Come si evince dal grafico che segue, il cammino di rafforzamento in atto da marzo di quest'anno ha portato la valuta ad aumentare il suo valore effettivo del 5%.

Tasso di cambio effettivo Dirham Marocco

Una graduale liberalizzazione

La caratteristica fondamentale che definisce l’identità di un sistema di cambi è la sua natura di regime fluttuante o fisso (ancorato ad un’altra valuta o ad un basket di valute). La lettura dei movimenti del Dirham non può prescindere dal considerare che la valuta marocchina è ancorata per il 40% al dollaro e per il 60% all’euro: si deduce quindi come i movimenti delle due valute forti, soprattutto il rialzo del dollaro osservato negli ultimi mesi, possano aver influito su quelli del Dirham.

Nella storia recente la valuta marocchina è stata sempre ancorata ad una base currency, ma i tempi potrebbero essere maturi per un’inversione di rotta. Dall’inizio di quest’anno, infatti, la banca centrale del Marocco (Bank Al-Maghrib, BAM) ha avviato una graduale liberalizzazione del Dirham, allargando la sua banda di oscillazione rispetto alle valute di riferimento al ±2.5%, rispetto al precedente 0.3%.

Le ragioni dell'apertura

La volontà della BAM di liberalizzare progressivamente il regime dei cambi trova ragion d’essere in diversi fattori. Innanzitutto un tasso di cambio meno legato a valute forti favorisce la competitività dell’export, aiutando al tempo stesso l’economia ad assorbire gli shocks.
Questa scelta di politica monetaria serve inoltre l’obiettivo di attrarre investimenti stranieri, per coltivare l’ambizione del paese di diventare un punto di riferimento in Nord Africa dal punto di vista commerciale e finanziario.
Ultimo ma non meno importante, questo provvedimento fa parte di un pacchetto di riforme raccomandate dal Fondo Monetario Internazionale in cambio dell’apertura di una linea di credito a favore del paese.

La scelta della gradualità, ovvero di non sganciare completamente la valuta da quelle di riferimento come è stato fatto, invece, per la Lira egiziana, risponde alla necessità di evitare un deprezzamento del Dirham ed un aumento dei prezzi delle importazioni.

La politica monetaria nel quadro economico

La parziale liberalizzazione del Dirham si inserisce in un più ampio disegno di apertura graduale dell’economia marocchina, volta a stimolarne la crescita. Le prime mosse di questo piano hanno preso il via nei primi anni 2000, sotto forma di costruzione di infrastrutture, stanziamento di incentivi per attrarre industrie sul territorio, parziale liberalizzazione dei flussi di capitale, ma anche riforme sociali.
Tale processo di liberalizzazione ha portato i suoi frutti: il PIL marocchino negli ultimi 10 anni ha registrato una crescita del 46%. Si prevede che i tassi di crescita rimarranno positivi anche nel prossimo futuro, sull’ordine di grandezza del 4% annuo (fonte: IMF).

Le debolezze del paese rimangono però numerose: in primo luogo si annovera la disoccupazione, salita nel 2017 al 10.2%, che spesso genera disordini sociali. Dal punto di vista finanziario, invece, si notano i pericolosi “deficit gemelli”, ovvero la presenza contemporanea di un disavanzo sia dal punto di vista delle finanze pubbliche che della bilancia commerciale (rispettivamente pari a -1.4% e -3.8% del PIL nel 2017). Ciononostante, entrambi gli indicatori presentano un miglioramento rispetto all’anno precedente, e le previsioni macroeconomiche indicano un progressivo aggiustamento per gli anni a venire.

Il futuro sviluppo del Marocco rimane quindi fortemente legato all’impegno riformista delle autorità, che dovranno agire su aree chiave come il lavoro, il consolidamento fiscale e il regime dei tassi di cambio, affinché la spinta della liberalizzazione si trasformi in crescita economica durevole.