IMF WEO October 2026: Divergent Resilience and Persistent Pressures
Published by Alba Di Rosa. .
Macroeconomic analysis Conjuncture Uncertainty IMF Global economic trendsIl 13 ottobre il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato il suo ultimo World Economic Outlook, pubblicazione strategica che valuta lo stato di salute dell’economia mondiale e le sue prospettive di crescita.
Rispetto alla precedente edizione di aprile, le previsioni di crescita per il PIL mondiale nel 2026 sono rimaste inalterate: ci collochiamo a quota 3.1%, rivedendo quindi la temporanea correzione al ribasso (-0.1 p.p.) dello scorso luglio. Più elevate rispetto ad aprile sono invece le previsioni per il 2027: si stima ora una crescita del 3.4% per l’economia mondiale nel prossimo anno (+0.2 punti percentuali rispetto a quanto stimato la scorsa primavera).
Emergono, dunque, segnali di resilienza dall’attività economica internazionale, nonostante una perturbazione del mercato energetico più persistente del previsto: gli sviluppi del settore tecnologico, le misure di protezione e gli adeguamenti hanno contribuito a mitigare i danni causati dalle elevate tensioni geopolitiche tuttora in essere.
Nel complesso, la performance dell’economia mondiale nel primo semestre del 2026 può dunque dirsi migliore del previsto, nonostante il peso del conflitto in Medio Oriente e le continue tensioni derivanti dai contrasti commerciali.
Secondo il Fondo Monetario, sono due i principali fattori che hanno aiutato l’economia globale a resistere, nell’attuale fase di shock:
- in primo luogo, il riorientamento delle forniture energetiche, l’aumento della produzione energetica in altri paesi, l’utilizzo delle scorte, la sostituzione con altre fonti energetiche (comprese le rinnovabili) e una maggiore efficienza energetica hanno contribuito ad attenuare l’impatto dello shock sui mercati;
- in secondo luogo, il boom degli investimenti guidato dall’intelligenza artificiale ha stimolato l’attività globale e sostenuto il commercio internazionale. Gli investimenti hanno infatti continuato a crescere, in previsione di rendimenti attesi più elevati e di un aumento dei redditi reali.
Gli investimenti nel settore tecnologico stanno dunque rappresentando un rilevante contrappeso agli effetti dello shock energetico: se ciò costituisce un chiaro fattore di supporto, al tempo stesso tale tendenza evidenzia anche una crescente concentrazione dei rischi, che sta rendendo l’espansione globale fortemente dipendente da un numero ristretto di imprese, settori ed economie, e favorendo la frammentazione dello scenario internazionale.
Condizioni commerciali favorevoli o esportazioni e investimenti legati alla tecnologia stanno infatti offrendo ad alcuni paesi un margine di sicurezza, mentre altri devono far fronte a un aumento della spesa per le importazioni e a una domanda più debole.
Le prospettive dell'inflazione globale
Rispetto al precedente scenario di aprile, peggiorano inoltre le prospettive dell’inflazione globale.
Se in primavera si prevedeva una crescita media dei prezzi del 4.4% per l’anno in corso, allo stato attuale le prospettive si collocano al 4.7%, riflettendo primariamente l’aumento dei prezzi delle materie prime.
Si tornerebbe, il prossimo anno, sui ritmi del 2025 (4.1%). Le prospettive più complesse gravano, come prevedibile, sulle economie importatrici di energia che non fanno parte della catena del valore tecnologico.
Elemento di attenzione è inoltre il progressivo restringimento degli spazi di manovra.
Le citate pressioni sui prezzi stanno infatti portando con sé un notevole incremento dei costi di finanziamento nelle maggiori economie avanzate.
In molte economie il debito pubblico risulta già elevato e le riserve di bilancio sono state utilizzate per contribuire ad assorbire i vari shock; l’interazione tra i maggiori costi di finanziamento e i livelli elevati di debito mette chiaramente in luce una vulnerabilità.
Fonte: PricePedia
Conclusioni
Se l’economia mondiale ha finora mostrato una significativa resilienza, il Fondo evidenzia come gli spazi di manovra che la governano non siano illimitati, e come i rischi siano orientati al ribasso.
Un’ulteriore escalation dei conflitti, una rivalutazione delle aspettative relative all’intelligenza artificiale (IA), il riemergere delle tensioni commerciali e le vulnerabilità fiscali potrebbero indebolire la crescita.
Sul versante positivo, un maggiore slancio negli investimenti nell’IA e gli incrementi di produttività da essa derivanti, oppure un allentamento sostenuto delle tensioni geopolitiche e commerciali, potrebbero invece rafforzare la crescita.
In un mondo in cui gli shock sono sempre più frequenti e asimmetrici, rafforzare la sicurezza energetica, ma anche mantenere canali aperti per il commercio e la cooperazione, si delineano quindi come elementi sempre più essenziali per conservare la preziosa resilienza dell’economia mondiale.